Paolo Zappitelli p.zappitelli@iltempo.it Uno studio grafico ...

Nei programmi la nuova formazione politica dovrebbe fare il suo «debutto» a metà febbraio e, se si andrà a elezioni anticipate, si presenterà da sola, con un proprio candidato leader. Ieri Mario Baccini, uno dei due parlamentari dell'Udc insieme a Bruno Tabacci che è stato tra i promotori della nuova aggregazione, ha dato un'accelerazione alla nuova «creatura». «La Cosa Bianca è un progetto ormai irreversibile — ha spiegato in un'intervista al sito Moderatamente.com — perché raccoglie le richieste del popolo che ci chiede un partito che si occupi dei loro problemi». «Se ci sarà un governo istituzionale bene, altrimenti si vada al voto prima possibile — ha proseguito — Noi siamo pronti. Faremo un appello al Paese e siamo certi che la risposta sarà alta. Del resto i sondaggi ci accreditano di un lusinghiero 14-16% che può solo crescere». Anche Bruno Tabacci ha fatto capire che indietro non si torna: «Di fronte al fallimento di questo bipolarismo è giunto il momento di dar vita al terzo polo». Con loro c'è l'ex segretario della Cisl Savino Pezzotta (che potrebbe anche essere il candidato premier per le elezioni), il leader dell'Italia dei Valori Antonio Di Pietro e, come «padre nobile» il presidente degli industriali Luca Cordero di Montezemolo. Il quale probabilmente non entrerà personalmente nella nuova formazione ma ne sarà, dall'esterno, uno degli ispiratori. Difficile invece capire se anche Pier Ferdinando Casini e tutta l'Udc entreranno nel nuovo partito. Chi è vicino all'ex presidente della Camera racconta di un leader estremamente in difficoltà e indeciso sul da farsi. Da una parte c'è la tentazione di schierarsi con Berlusconi e con l'alleanza di centrodestra, sapendo però che una parte del partito, quella che fa appunto riferimento ai «tabaccini» non lo seguirà. Dall'altra c'è l'idea di confluire nella «Cosa Bianca». Ma per farlo dovrà «accodarsi» a Mario Baccini e decidersi ad andare da solo alle elezioni. Un'incertezza che si manifesta anche nelle schermaglie che ieri hanno agitato l'Udc. Dopo le parole di Baccini e Tabacci il segretario Lorenzo Cesa ha replicato piccato che «quelle frasi non rappresentano il pensiero dell'Udc. Entrambi parlano a titolo del tutto personale». E altrettanto dura è stata la risposta di Baccini: «Non ho nessun dubbio che io e l'onorevole Tabacci la pensassimo in modo completamente diverso dall'onorevole Cesa. La linea politica non si inventa giorno per giorno. Se il terreno che Cesa sceglie è questo, avremo modo di raccontare in tutte le sue articolazioni, la differenza abissale che ci divide nei modi e nei comportamenti». «Il partito è una cosa seria — è la conclusione — Che si sostiene su linee programmatiche e determinazioni congressuali, alle quali rimaniamo fedeli, e che sono l'unico motivo che ci ha convinto a votarlo al congresso».