Altri fermi per gli scontri a Bergamo 75 poliziotti feriti nella Capitale

La decisione è stata presa a piazzale Clodio sulla base delle prime risultanze investigative. È la prima volta che si contesta un simile reato per le violenze ultras. L'assalto alle caserme e ai commissariati non si ricordavano dagli anni settanta. Allora era violenza politica, ora violenza e basta. Gli arrestati, giovani qualunque. Uno di loro è militare in ferma breve della Marina militare. I primi tre S.L. di trent'anni di Roma, S.C. di 27 di Palmi e V.M., un ragazzo di 21 anni di Frosinone, sono accusati della devastazione della caserma del Reparto volanti di via Guido Reni. L'ultimo tifoso, quello romanista, C.G., 21 anni di Roma, è accusato invece dei disordini creati a Ponte Milvio. I reati contestati sono di lesioni, devastazione, danneggiamento e resistenza a pubblico ufficiale. Gli investigatori della Digos, della Squadra mobile stanno cercando di identificare il maggior numero possibile di responsabili degli scontri, attraverso la visione di filmati oltre alla raccolta di numerose testimonianze. Le prime risultanze delle indagini confermano la «santa alleanza» tra tifosi di diverse fede: laziali e romanisti uniti contro «le divise». Un connubio feroce, terrificante che ha portato alla guerriglia dell'altra sera. Una guerriglia organizzata e portata a compimento da giovani determinati dalla rabbia e dallo spirito di vendetta. Molti di loro sono giovani normali ma trasformati in teppisti dallo spirito del branco. Gli stessi che hanno animato le notti «Violence» a Campo de'Fiori la scorsa estate. E dai ieri tutti commissariati della Capitale sono difesi da reaprti di polizia e carabinieri. Il bilancio dei feriti è impressionante: 75 poliziotti feriti. Almeno una decina di carabinieri contusi. «Noi non possiamo accettare che Roma e le altre città d'Italia siano luoghi di scontro, che ci possano essere dei pretesti per attaccare le istituzioni e le forze dell'ordine. Queste sono sul territorio per difendere la libertà di tutti e pochi facinorosi non possono immaginare di mettere in difficoltà le istituzioni dello stato». Così il prefetto di Roma, Carlo Mosca, ha commentato ieri gli incidenti di domenica sera. Poi ha continuato «Lodo e ringrazio le forze di polizia per la capacità che hanno avuto di resistere ad ogni provocazione e quindi di garantire l'ordine e la sicurezza, nonostante l'arroganza, la prepotenza e la violenza di questi facinorosi, che restano comunque in un numero molto limitato perchè la maggioranza dei tifosi, la loro quasi totalità, è formata da persone che invece intendono vivere lo sport in grande tranquillità e con grande gioia». Primi arresti anche per i disordini allo stadio di Bergamo che ha portato alla sospensione della partita Atalanta-Milan. Otto tifosi atalantini arrestati tutti ultrà dai 24 ai 52 anni. Tra loro anche tifosi già coinvolti, in passato, in scontri tra tifoserie. Identificato anche l'uomo dai capelli grigi, occhiali scuri a ridosso della vetrata nella curva Pisani dello stadio di Bergamo. Francesco «Baffo» Palafreni, 53 anni, che la prima partita dell'Atalanta la vide «nel campionato '67-68» è il primo a essere arrabbiato di quanto è accaduto. La sua intenzione, quando è stato ripreso dalle telecamere di tutta Italia, era quella di «tranquillizzare, calmare gli animi perchè c'era molta rabbia», ha detto Palafreni. La follia non si ferma e la manifestazione di «potenza» dell'orda ultras ha prodotto altri frutti neri. Ieri sui muri di Roma sono iniziate a comparire scritte come «11/11/2007: ecco il dopo Raciti. Polizia furia», «Sandri un tifoso come noi che ha pagato con il sangue la propria fede», «Gabriele resterà nei nostri cuori ultras Roma». Due ragazzi di 14 e 15 anni sono stati fermati mentre le stavano scrivendo.