Il leader centrista applaude Berlusconi: «D'accordo con lui sullo sbarramento al 5%»

Pier Ferdinando Casini è finalmente tornato. Certo, restano differenze e distanze. Interrogati, gli uomini vicini al leader centrista mettono le mani avanti e provano a minimizzare la portata dell'evento, ma il dato resta: Pier e Silvio sono più vicini che mai. Per la verità era da tempo che Udc e Forza Italia preparavano la strada per una possibile riappacificazione. I primi a mostrare segnali di disgelo erano stati il vicecoordinatore azzurro Fabrizio Cicchitto e il segretario centrista Lorenzo Cesa che, in due interviste a Il Tempo, avevano aperto uno spiraglio per il dialogo. Il primo, il 2 febbraio scorso, aveva invitato Casini a «deporre le armi» e ad aprire una nuova fase. Immediata la replica di Cesa (3 febbraio): «Alle amministrative non tradiremo». Insomma le divisioni sul diverso modo di fare opposizione al governo e i litigi sulla leadership sembravano ormai acqua passata. Mancava solo un passaggio: un incontro tra Casini e Berlusconi. Incontro che si è svolto il 9 marzo, durante il lungo faccia a faccia «aereo» sul volo di ritorno da Bruxelles (il leader Udc aveva accettato un passaggio dall'ex premier) a conclusione del vertice del Ppe. È stato proprio quello il momento della svolta. I due, dopo le incomprensioni degli ultimi mesi, sono tornati a parlarsi e hanno capito che l'unica strada percorribile per raggiungere il comune obiettivo di far cadere il governo Prodi, era quella dell'unità. A partire dalle amministrative che rappresentano un appuntamento importantissimo per la Cdl. Così, mentre il Cavaliere provava a rimettere insieme la Cdl sul delicato tema della riforma elettorale, Casini ha cominciato la sua marcia di avvicinamento. Una marcia che, negli ultimi giorni, ha subito un'interessante accelerazione. Venerdì sera il leader Udc, ospite della trasmissione televisiva le Invasioni Barbariche, ha fatto mea culpa. «Con lui - ha detto rivolgendosi al Cavaliere - talvolta ho esagerato nelle polemiche». Per tutta risposta, da Cernobbio, Berlusconi ha deciso di aprire al modello tedesco (tanto caro a Casini) e, soprattutto, allo sbarramento al 5% che, secondo il leader azzurro, porterà chiarezza in un sistema dove si registra la presenza di 22 partiti. Così, ieri, Casini ha fatto un passo in più in direzione dell'antico nemico. Ospite di Lucia Annunziata a In mezz'ora, il leader Udc non ha nascosto il proprio apprezzamento per l'apertura di Berlusconi: «Sono d'accordo con quanto ha detto su una legge che abbia uno sbarramento al 5%» «Tra l'altro - ha ricordato - Berlusconi è sempre stato un sostenitore del sistema tedesco. Ultimamente ha cambiato idea, ma giorni fa ho fatto un viaggio in aereo con lui e ho cercato di convincerlo». Certo, Casini non è uno sprovveduto e sa che, se Prodi dovesse proporre una legge ispirata al sistema elettorale tedesco, non tutti nella Cdl la voterebbero. Un motivo questo che potrebbe spingere il premier verso altre soluzioni. Ma non è un dramma. «Se non passa il modello tedesco - ha spiegato Casini - si vedrà di costruire un'alternativa nuova a questo sinistra-centro con uomini e programmi nuovi». Parole che ricalcano quello che il leader Udc aveva detto lo scorso 11 marzo: «Se resta questa legge elettorale noi possiamo stipulare un nuovo patto con il centrodestra in cui si ridiscuta tutto: uomini, candidature, programmi». Qualcosa di più lo si saprà nei prossimi giorni quando il premier Prodi incontrerà a palazzo Chigi le delegazioni di An e Forza Italia per parlare di legge elettorale. Ma è indubbio che, oggi, il centrodestra può fare perno su una rinnovata unità. Certo, l'equilibrio, è molto instabile. «Se Berlusconi dovesse ricominciare a minacciare Casini con i sondaggi che danno la Cdl vincente anche senza l'Udc - spiega un deputato centrista vicino a Casini - è ovvio che si tornerebbe punto a capo». A nessuno però è sfuggito che a Cernobbio, dove il Cavaliere è tornato con forza a dire che il centrodest