Nasce la federazione con Udeur, Rdc e la Dc di Pizza: «Siamo tra il 10 e il 13%»

Poi però avverte i compagni di coalizione: «Le alleanze politiche non sono eterne». E lascia intendere che, semmai dovesse essere modificata la legge elettorale con un'iniezione di proporzionale, lui è pronto a mollare governo e maggioranza per lanciarsi nella nuova avventura terzista. Clemente Mastella è stato appena acclamato presidente della federazione democristiana dalla platea del Capranica. Il teatro tracima di orfani della Dc speranzosi che la parabola di Lazzaro si ripeta. Che il loro partito si riarzi e cammini. La nomina del Guardasigilli è accolta da un lunghissimo applauso. Qualcuno accenna una standing ovation. Mastella non si sottrae. Scalda i cuori centristi: «La nostra non sarà un'eterna prigionia politica. Qui, oggi, abbiamo una grande opportunità per un ritorno di presenza». Ancora applausi. Fuori, per le strade del centro di Roma, è tutto un fiume verde di irlandesi. Aspettano il match di rugby e festeggiano San Patrizio. Dentro, nel Capranica, si celebra San Clemente da Ceppaloni. «Da quando non c'è la Dc - dice il ministro di Giustizia - siamo stati costretti a una ingovernabilità costante. Il Paese è orfano di una guida politica. Altre istituzioni travalicano i propri limiti costituzionali. E io che sono Guardasigilli lo so bene». Allora il tonico per ridare smalto al potere politico è un centro forte. Che nasca dalla federazione di piccoli partiti. Al momento sono solo tre: L'Udeur di Mastella, la Democrazia cristiana di Giuseppe Pizza, la Rifondazione Dc di Publio Fiori. Altre adesioni sono attese. Nel frattempo Fiori, acclamato vice presidente della federazione, fa due conti: «Se unissimo tutti i partiti dell'area di centro avremmo percentuali tra il 10 e il 13%. Ciò significa cento deputati e cinquanta senatori. I democratici cristiani tornerebbero a essere determinanti nella politica italiana». Pizza concorda. Cita Massimo Troisi: «Noi ricominciamo da tre. Ma saremo di più. La cattività in Egitto sta per finire, presto i democristiani troveranno la loro casa». Il partito unico dei democristiani. Un'operazione nostalgia? Non nei piani di Fiori. «I nostri valori - spiega l'ex vice presidente della Camera - sono quanto mai attuali. Non possiamo assistere silenziosi alla decadenza della nostra società. Il paradosso è che lo Stato offre ai cittadini diritti superflui e nega quelli naturali». Il discorso scivola sui Dico. Pizza e Fiori danno atto a Mastella di aver difeso il valore della famiglia. Il ministro si bea. Fa capire che è dura stare in una coalizione coi comunisti: «Non si può mettere insieme il diavolo e l'acqua santa. Nella Dc litigavamo, è vero. Ma eravamo uniti da un'unica visione del mondo. Presto questo centrosinistra non sarà più tale. Ma anche il centrodestra vive di contraddizioni». Tutta colpa del bipolarismo. E dei suoi epigoni. Ancora Mastella: «Il sistema bipolare ha fallito. Ma i fautori del bipolarismo ci faranno la guerra. La faranno al grande centro perché lo temono come prospettiva». È per questo che il leader dell'Udeur contesta il Partito democratico («I popolari che vi aderiranno saranno sottoposti all'egemonia culturale della sinistra di scuola gramsciana») e apprezza il candidato alle presidenziali francesi Francois Bayrou: «È uno che esprime idee nuove». Il discorso torna sulla federazione Dc. Fiori nega che si tratti di un'operazione furbesca. «Mettersi al centro - dice - non significa stare con chi vince. Il centro non è un traghetto per portare la gente da un polo all'altro. No, è un luogo virtuoso». Il leader di Rifondazione Dc si fa ecumenico. Invita tutti gli esuli democristiani a tornare sotto l'egida dello scudocrociato. E uno in particolar modo. Si tratta di Pier Ferdinando Casini: «Il suo posto è qui. Se non è venuto, vuol dire che abbiamo sbagliato qualcosa noi», riflette autocritico Fiori. Mastella invece è più ruvido nell'esegesi dell'assenza casiniana: «Che, - domanda - Pier vuole fare lui il presidente? Bene lo faccia. Ma il leader dell'Udc deve capire che vengono prima le idee e