Video del giornalista rapito Appello a Prodi: «Liberatemi»

«Sono tranquillo, sono convinto che tutto finirà bene», afferma il giornalista italiano nel breve filmato (un minuto e 47 secondi in tutto). Ogni frase comincia con un sospiro. Prende il fiato più volte, Daniele Mastrogiacomo nel video, fatto recapitare ad Emergency, che lo ritrae prigioniero dei talebani. Barba non rasata da qualche giorno, capo coperto da una sciarpa, di quelle tradizionali afgane, camicia grigia sopra t-shirt, il reporter sequestrato appare in buona salute. Lo conferma lui stesso («mi trovo in buone condizioni fisiche, comunque in vita») anche se si lascia scappare un «... insomma». «Oggi è lunedì 12 marzo, sono le otto del mattino qui in Afghanistan». Così Mastrogiacomo «apre» il video, nel quale dà alcune tracce sul suo sequestro, insieme a due afghani, per poi rivolgersi a Prodi: «Siamo entrati con altri due colleghi afgani illegalmente nel loro territorio. Mi rivolgo al governo italiano e al presidente Romano Prodi perché possa... in tutte le direzioni perché possano ottenere la nostra liberazione». E, quindi, rivolto alla moglie Rossella e ai due figli: «Vostro padre ancora ce la fa», «state tranquilli.. bisogna avere solo un po' di pazienza», afferma, mentre trova la forza per regalare un sorriso ai familiari. Nella videocassetta recapitata ad Emergency — ha rilevato Gino Strada — Daniele si vede «in buone condizioni di salute», mentre «non ci sono richieste specifiche. Ci sono voci fuoricampo, quelle dei rapitori, che gli danno istruzioni, ma non si vedono». Circa il «valore» di questo nuovo documento nell'ambito dei contatti per giungere alla liberazione del reporter, il filmato conferma che i canali umanitari attivati giorni fa a Kabul sembrano essere quelli giusti. Per Strada, «il video è stato fatto per dimostrare che Daniele sta bene, la prova che il governo italiano richiedeva». «Questo — spiega — facilita di molto la trattativa. Prove ce n'erano già state, ma questa è certamente più convincente». Nel messaggio, osserva il fondatore di Emergency, si sente la voce di uno dei rapitori che dice: «Adesso vuoi dare un messaggio alla tua famiglia». «E lui lo dà » conclude Strada. Il video è stato subito acquisito dal pm Franco Ionta, titolare dell'inchiesta sul sequestro e coordinatore del pool antiterrorismo della capitale, che ha già dato incarico agli esperti di esaminare il filmato. Si dovrà per esempio verificare se la data di registrazione corrisponda effettivamente a quella del 12 marzo indicata da Mastrogiacomo e se ci siano elementi utili per risalire al luogo in cui è tenuto. E in tarda serata Palazzo Chig, al termine di una riunione del premier con i ministri D'Alema e Parisi, ha diffuso una nota nella quale ha spiegato che il governo è unito e determinato a operare per la liberazione di Mastrogiacomo. «I contenuti del messaggio — si legge ancora nel comunicato — sono stati immediatamente valutati nel corso di una breve riunione con i ministri degli Esteri, Massimo D'Alema, e della Difesa, Arturo Parisi. L'appello di Mastrogiacomo trova tutto il governo unito e determinato a operare per la liberazione del giornalista nei tempi più rapidi possibili e perché possa essere restituito sano e salvo alla sua famiglia e alla normalità della sua vita». politico@iltempo.it