Cossiga rinuncia ai suoi privilegi

La decisione nasce dall'«opportunita» di dare un aiuto alle politiche di risparmio del Capo dello Stato e dal fatto che sono passati vent'anni da quando ricopriva un ruolo attivo nelle istituzioni. «Nella linea di diminuzione delle spese del Segretariato Generale della Presidenza della Repubblica promossa e portata avanti dal Capo dello Stato Giorgio Napolitano, confortato da un assai discreto suggerimento delle autorità del Quirinale, con distinte lettere al Segretario Generale e agli uffici e servizi interessati - scrive Cossiga - il Presidente Emerito senatore a vita Francesco Cossiga ha rinunciato a tutti i privilegi che erano stati attribuiti agli ex-capi dello Stato con un regolamento interno del Segretariato Generale, emanato in epoca successiva alla sua presidenza. Questi privilegi riguardavano l'uso di una autovettura, di personale e dell'uso di strumenti e infrastrutture di telecomunicazione». Con lettera al Ministro dell'Interno, Cossiga ha rinunziato anche ai servizi di scorta, protezione e sicurezza, «perché anch'essi gravano per gran parte sul bilancio della Presidenza della Repubblica stessa e rientrano nei progetti di taglio delle spese del Quirinale». Nella sua lettera, l'ex-capo dello Stato motiva il suo gesto anche con il fatto che «essendo ormai passato quasi un ventennio da quando egli ricopriva un ruolo attivo nelle istituzioni, e non essendo personalità ormai più nota e di spicco, e non potendo certo egli considerarsi più obiettivo "pagante" di minacce o offese, sono venute meno le ragioni a suo tempo valutate dagli organi individuali e collegiali dello Stato competenti in materia, e che avevano portato alla adozione di particolari misure di sicurezza, peraltro comuni anche agli altri ex-capi dello Stato, per i quali, a giudizio del Ministero dell'Interno, permangono intatte». Un cenno di apprezzamento è arrivato dal Quirinale a Cossiga.