Era stata interdetta dai pubblici uffici

E invece il motivo sembra che sia stato trovato: l'interdizione dai pubblici uffici dell'ex br. Ed è lo stesso Ferrero a dover tornare sui propri passi. Ronconi, già dimessasi dall'incarico dopo l'annuncio di avvio del procedimento a suo carico, non farà parte della struttura perchè la sua nomina è stata annullata per illegittimità dal ministro della Solidarietà sociale. «Tale nomina - spiega una nota del dicastero - risulta illegittima in quanto Susanna Ronconi è interdetta dai pubblici uffici e la Consulta, pur non dando luogo ad alcuna forma di remunerazione dei propri membri, partecipa all'iter formativo della decisione della Pubblica amministrazione». Sull'illegittimità della nomina peraltro è stata anche aperta un'inchiesta dalla Procura di Roma. Per Ferrero comunque le dimissioni della consulente rappresentano una «sconfitta». Il mondo politico questa volta si divide sul caso. Maurizio Gasparri, deputato di An chiede le dimissioni di Ferrero e rivendica con orgoglio di aver «denunciato per primo l'inopportunità della presenza in un organismo che dovrebbe occuparsi di solidarietà e lotta alla droga di una esponente di primo piano delle Brigate rosse». Per l'esponente di An «rappresenta un'onta e una vergogna che ci sarà risparmiata grazie alla sua lettera di dimissioni». Analoga la critica mossa da Isabella Bertolini, vicepresidente dei deputati di Forza Italia, secondo la quale la revoca dall'incarico «non deve far dimenticare quali siano i reali confini del problema. Reazioni disomogenee nel centrosinistra. Per Silvana Mura, dell'Italia dei valori, è «una buona notizia che apprendiamo con grande soddisfazione». All'opposto Giovanni Russo Spena, di Rifondazione parla di «una concezione della giustizia barbara».