«Dalla piazza sono arrivati solo insulti»

«Programmi non ce n'erano», ma «come ho detto, il governo tiene conto degli interessi di tutti gli italiani, fossero in piazza o no». La mattinata domenicale del Professore deve essere andata bene, considerato che ieri mattina, «braccato» dai giornalisti, sembrava di buon umore. «Come va?», gli chiedono attorno alle 10, e lui, di rientro a casa dopo la consueta corsa mattutina con scorta e amici, risponde «Bene, bene, bene». Tre volte, come ad anticipare un giudizio complessivo, dopo le proteste della piazza berlusconiana. Alle 11 esce di casa con la moglie Flavia e l'amico Angelo Tantazzi. Insieme si incamminano verso la vicina chiesa di San Giovanni in Monte per la messa. Per strada, una signora gli consegna una busta chiusa, gli dice che «qui ci sono le mie considerazioni» e lui le chiede: «ha messo anche il suo indirizzo?». Prodi intasca la missiva, precisa che riceve sempre i messaggi dei cittadini e continua per la sua strada. Dopo la cerimonia, esce dalla chiesa con in braccio la nipotina Chiara, seguito da telecamere e giornalisti. Il gruppo attraversa Piazza Santo Stefano con soliti saluti e strette di mano. E dopo aver messo giù la piccola, sulla porta di casa, il Professore finalmente entra nel vivo dei uno dei dibattiti del giorno e risponde a chi gli chede se l'opposizione sia (e sia stata, in Piazza San Giovanni) costruttiva o no. Il riferimento è alle parole di Silvio Berlusconi, secondo cui «la manifestazione è stato un grande atto collettivo di opposizione, una opposizione propositiva e costruttiva di chi vuole unire e non dividere il Paese e che ha avanzato con forza le sue ragioni». E Prodi replica: «Questa una opposizione costruttiva? Veramente ieri non sembrava dai messaggi...», poi aggiunge che «però lo vedremo in Parlamento». Mentre sul fronte delle spallate, il premier conferma l'intenzione di tirare dritto. «Noi andiamo avanti con il nostro programma - ha spiegato - Si vedranno i buoni frutti. Non c'è altro che da andare avanti con serenità. Credo che non si debba assolutamente essere attenti alle intemperanze, ma alle giuste osservazioni