di MAURIZIO GALLO IL senatore-sandwich marcia da solo.

Un dissidente tra i dissidenti. Un rappresentante del popolo della sinistra che chiede al governo di fare «qualcosa di sinistra». Una manifestazione metafisica, quella di ieri. Paradossale. Il trionfo della contraddizione, quasi un ossimoro. Ma un successo in termini di numeri: gli organizzatori parlano di 150-200 mila persone. E ancora: un corteo blindato in un centro blindato. Davanti, un nutrito schieramento di agenti con i caschi celesti. Dietro, a «chiudere», cordoni neri di carabinieri. E tutti gli accessi, anche quelli più angusti, alla «cittadella del potere» bloccati dagli uomini in tenuta antisommossa. Di fronte a Palazzo Madama c'è addirittura un pullman della Ps messo di traverso sulla strada che impedisce il passaggio su Corso Rinascimento. Perchè questo eccezionale schieramento di forze? Nel timore che qualche gruppo di estremisti violasse l'area ormai off limits di piazza Colonna? Una preoccupazione in parte giustificata, visto che non sono mancati tafferugli. Verso le 18, infatti, un gruppo di circa 30-40 manifestanti, molti dei quali con il viso coperto, è protagonista di lievi scontri con gli agenti. Così i poliziotti del governo unionista sono costretti a prendere a manganellate gli elettori del Professore. Non basta. La divisione serpeggia nella divisione, la protesta nella protesta. A Largo di Torre Argentina alcuni esponenti del Collettivo precari dell'Athesia se la prendono con la Cgil, «rea» di partecipare ad una manifestazione essendo poi «d'accordo con i padroni». «Non capisco che ci fa il sindacato - spiega uno di loro - Hanno firmato il pacchetto Treu insieme con Confindustria...sono qui a contestare cosa, se in un anno e mezzo che noi facciamo battaglie contro la precarietà nessuno si è mai fatto vedere?». Gli slogan, quelli urlati e quelli vergati sugli striscioni, sono duri. E non risparmiano nessuno. «Più soldi ad armi e banche, avari con deboli e precari: non era nel programma», recita uno. Non abbiamo votato né Cpt, né precariato», scandiscono i ragazzi dei centri sociali genovesi. Tre sono dedicati molto poco affettuosamente al ministro del lavoro diessino: «Damiano amico dei padroni, vattene!», «Ministro Damiano il tuo conflitto d'interesse si chiama Tripi, servo dei padroni», firmato Cobas Telecom, e «Art.178: Damiano condona, il padrone licenzia, la Cgil precarizza». «Dovete ridurre la nostra precarietà, non le nostre pensioni», scrivono quelli della Fiom. «Fate qualcosa di sinistra: assumeteci», chiedono i precari. Alcuni hanno tracciato con un gessetto la data di scadenza del loro contratto su una lavagnetta nera. Altri se lo sono «inciso» in fronte, come Marco, 34 anni: «Scado il 31-12-06». «Siamo un gruppo di biologi marini e naturalisti dell'Icram e purtroppo dobbiamo constatare che da Berlusconi a Prodi non è cambiato niente - spiega - Il governo di sinistra non fa una politica di sinistra. Se si votasse oggi? Lo rivoterei, perché comunque la speranza che cambi linea c'è sempre...e poi l'alternativa del centrodestra è inaccettabile». La stessa critica viene da Rossi, il senatore-sandwich, che non trova affatto paradossale la protesta: «Il paradosso - sottolinea - è che il governo si è allontanato troppo dal programma». Come lui la pensano anche gli esponenti dell'esecutivo scesi in piazza contro loro stessi. «Faccio parte del governo ma sono un rappresentante del Prc e non penso che partecipare a questo corteo rappresenti una contraddizione. I movimenti non hanno né amici, né nemici. Ma avanzano delle istanze», precisa Alfonso Gianni, sottosegretario allo Sviluppo economico. «È una manifestazione per sol