Padoa minaccia: «Via il cuneo»

Se dovesse venire a mancare non ci sarebbero le risorse necessarie per finanziare il cuneo fiscale». Un aut aut in piena regole, fuori dai denti. Il ministro dell'Economia Tommaso Padoa Schioppa non ha usato tanti giri di parole per dire al massimo organo della Confindustria, il direttivo, riunito ieri nella sede di viale dell'Astronomia, che se vogliono usufruire del taglio del cuneo fiscale devono digerire il prelievo del Tfr. L'apparizione del ministro nel direttivo ha lasciato tutti di sorpresa. La sua presenza non era prevista e nessuno era stato avvisato nè con un fax nè con una mail all'ultimo minuto. A chi si è stupito del coup de theatre, lamentandosi di non essere stato informato, il presidente dell'Indesit Vittorio Merloni, ha detto che Luca di Montezemolo aveva avuto una telefonata intorno a mezzogiorno dal ministero dell'Economia. Padoa Schioppa ha difeso la manovra e ribadito che aiuta le imprese. Montezemolo ha replicato però che se è vero che il taglio del cuneo fiscale alleggerisce le imprese è anche vero che questo vantaggio rischia di essere vanificato dal prelievo del Tfr e da altre misure fiscali. Padoa Schioppa, secondo quanto riferiscono, sarebbe andato su di giri arrivando a accusare Montezemolo di dire il falso. Poi chiaro e tondo ha precisato che se cade il Tfr anche il cuneo fiscale rischia grosso. Come dire: prendere o lasciare. Il ministro ha lanciato l'aut aut: «a questo punto vi ripeto l'offerta: se volete vi lasciamo il Tfr e ci riprendiamo il cuneo. E se continuate ad alimentare una falsa caricatura, rischiate che questo cambiamento si faccia davvero». C'è anche chi nel tono del ministro ha anche ravvisato una certa irritazione e letto tra le righe che se gli industriali dovessero continuare sulla strada della polemica dura potrebbero perdere anche quello che di vantaggioso per loro c'è nella Finanziaria. Il rischio è una revisione del taglio del cuneo fiscale, magari diluito nel tempo e reso più selettivo. L'intervento di Padoa Schioppa è durato poco meno di un'ora dopodichè si sono succeduti diversi interventi tutti più o meno negativi sulla Finanziaria. Di fatto però dentro la Confindustria si è aperta la discussione e gli industriali sono di fronte a un bivio: trattare con il governo cercando di ridimensionare l'impatto del prelievo del Tfr o respingere in blocco la manovra. Due strade molto sdrucciolevoli. Montezemolo ha fatto subito quadrato sul cuneo fiscale: «Il cuneo è stata una delle scelte di fondo con cui il governo è andato di fronte agli elettori, uno strumento di grande competitività, non solo a favore delle imprese ma dei lavoratori e della crescita dell'economia. Quindi è un argomento che non si tocca». Quanto al Tfr, ha incalzato Montezemolo, «invece è nato a 48 ore dalla presentazione della Finanziaria e al di fuori di ogni concertazione». Da qui l'utilità di un tavolo al quale, ha aggiunto «ci siederemo con spirito costruttivo». Intanto ieri a dispetto della linea di rigore ribadita alla Commissione europea da Padoa Schioppa, la Finanziaria sta perdendo i pezzi. Dopo l'accordo con i Comuni che hanno ottenuto il ridimensionamento dei tagli ai trasferimenti, ieri il viceministro Vincenzo Visco, al termine della riunione dei capigruppo, ha detto che sono possibili modifiche al decreto fiscale collegato alla Finanziaria per quel riguarda l'aumento delle imposte di registro sulle successioni e le donazioni. La principale richiesta, durante la riunione, ha riguardato proprio la nuova imposta di registro prevista dal decreto. Visco ha detto che sul tema si stanno valutando gli emendamenti di maggioranza e opposizione «senza pregiudiziali». Le opzioni sono ancora tutte aperte e si va dall'abrogazione totale dell'imposta a una revisione della soglia. Visco ha detto che «la soglia è alta ed esenta il 99% dei cittadini. Comunque il decreto è lungo e non c'è solo la parte fiscale». L'orientamento sarebbe di colpire solo i grandi patrimoni. La maggioranza ci ripensa anche sui Suv e sugli scontrini fisc