ROMANO Prodi apre la porta a una qualche modifica della Finanziaria in Parlamento.

Prodi promette che il dibattito in Parlamento «sarà approfondito». Ma, nello stesso tempo, boccia la Finanziaria di soli tagli prospettata dalla casa delle libertà: «È difficile credere all'opposizione che parla di una manovra alternativa di soli tagli, visto che in cinque anni hanno fatto crescere di 90 miliardi la spesa pubblica». L'Italia, secondo Prodi, ora ha bisogna «di accompagnare le riforme con la ripresa della crescita». Il dibattito sulla Finanziaria si è riacceso dopo le aperture di Berlusconi, che in un'intervista al «Tempo» ha frenato sull'idea di una manifestazione di piazza invitando il centrodestra a impegnarsi in Parlamento per cercare di cambiare la manovra. L'ex premier, nella sua intervista, aveva definito «una masturbazione mentale» l'insistenza sulla manifestazione. «Sì, capisco che diamo sfogo ai nostri che vogliono far sentire la loro voce. Ma poi?». La proposta del Cavaliere è quella di cambiare la manovra in Parlamento «con due, tre emendamenti pesanti». E infatti è questa la linea ribadita dai suoi fedelissimi: «La manifestazione - sottolinea il capogruppo al Senato di Forza Italia Renato Schifani - è l'estremo rimedio». A non trovarsi del tutto in sintonia con la svolta di Berlusconi è il leader di An Gianfranco Fini, che non vede contraddizione tra il ricorso alla piazza e la battaglia nelle aule parlamentari. Fini lancia la proposta di «una grande manifestazione di tutto il centrodestra», da tenersi a Roma alla fine del mese di novembre, in concomitanza con il passaggio della Finanziaria dalla Camera al Senato, in caso di «blindature» della manovra con il ricorso al voto di fiducia. E a chi, come i centristi dell'Udc, ritengono inopportuno chiamare a raccolta i sostenitori del centrodestra, risponde senza peli sulla lingua: «Lo dico con la brutalità di cui sono capace: pensare che i cortei possano compattare la maggioranza è una masturbazione mentale». Fini boccia senza possibilità di appello la manovra varata dal governo Prodi: una «manovra classista che proletarizza il ceto medio». «Persino i grandi rampolli delle grandi famiglie industriali si sono resi conto dei suoi effetti», sottolinea il leader di An. La strategia del centrodestra sarà decisa nei prossimi giorni. Mercoledì Pier Ferdinando Casini vedrà Berlusconi per concordare i termini della battaglia parlamentare. I due, nelle ultime ore, si sono riavvicinati sulle perplessità per la scelta della piazza. Anche se le differenze politiche tra l'ex premier e il leader dell'Udc restano: Casini, infatti, ripete di considerare «superato» l'assetto del centrodestra e continua a chiedere a Berlusconi di farsi da parte. Nel frattempo, l'ex ministro Giulio Tremonti dice che Prodi si comporta come «il mago Otelma», il vice coordinatore di Forza Italia Fabrizio Cicchitto definisce Padoa Schioppa «un limone spremuto».