Meloni (An), vicepresidente della Camera «Bene Fini. Per la Cdl prima la federazione»

Il Governo Prodi? «Lo butto via. Non mi è piaciuto nulla». Sulla missione in Libano? «Prodi dica la verità». E sul cambio di leadership nella CdL? «Non rispondo, è un argomento pretestuoso». È cosi Giorgia Meloni. Spontanea e diretta, perché lei anche se vicepresidente della Camera rimane sempre il capo di Azione Giovani, del movimento che raggruppa la gioventù di destra. E non vuole cambiare, o meglio «farlo il meno possibile anche se il ruolo impone di maturare in fretta e di confrontarsi con le mille contraddizioni della politica». Presidente. «Giorgia, per favore». Giorgia, alla ripresa dei lavori parlamentari An sarà al centro di una vasta opera di trasformazione. Come giudichi i cambiamenti avviati da Fini? «Molto positivamente. Il partito ha avviato un percorso che ritengo virtuoso e che porterà ad un importante rinnovamento della struttura di An. Ma soprattutto oltre a realizzare un bel documento, è stato possibile creare il confronto con la base, con i militanti». Il recupero del tradizionale legame tra elettore ed eletto… «Appunto. Il nostro è un partito che fa del radicamento un suo punto di riferimento, ed il fatto che si sia voluto determinare il rinnovamento di An attraverso una discussione ampia e partecipata, penso che sia l'aspetto più importante da notare». E la nuova An finirà nel partito unico, o in una federazione come ha auspicato Fini? «La posizione del Presidente è ragionata ed attenta a non anteporre il tema dei contenitori a quello dei contenuti. Ritengo che proprio in questo momento sia necessario impegnarsi per creare un percorso, appunto attraverso una federazione». Il partito unitario come approdo? «Sì, alla fine. A conclusione di un processo che abbia coinvolto non solo le forme ma anche i contenuti che, ripeto, sono essenziali. Noi guardiamo con attenzione ai valori della politica». In questo processo i giovani potrebbero avere un ruolo principale, come ha esortato ultimamente Berlusconi? «Berlusconi merita il plauso di tutti noi, per il richiamo che ha fatto, all'importanza che i giovani potranno avere in questo momento. Non so se sarà automatico il processo di federazione tra i movimenti giovanili. Quello che so per certo è che noi continueremo a dare la precedenza ai contenuti, ai valori ed alle idee». Che ruolo potrebbe avere Ag in una possibile federazione giovanile del centrodestra? «Di motore trainante di tutta l'organizzazione. Azione Giovani, rispetto alle altre formazioni giovanili, ha un bagaglio di esperienze e di tradizioni che alla fine potrà porla certamente come protagonista». Torniamo ai grandi temi: leadership del centrodestra. «Francamente non mi va di rispondere. È un argomento pretestuoso. Le elezioni ci sono state pochi mesi fa e penso che l'elettore abbia dato un segnale di quelle che sono le sue preferenze». E per il centrosinistra? Veltroni candidato premier nel 2011? «Beh è un avversario difficile. Non tanto per quello che ha fatto, cioè nulla, ma perché i giornali non parlano delle inefficienze del suo operato. C'è una completa gestione dell'informazione che non permette di mettere in evidenza il fatto che a Roma come sindaco Veltroni non ha risolto alcun problema strutturale. La stampa non ne parla, anzi lo dipinge come un grande amministratore». Missione in Libano, sei d'accordo con la posizione di Fini e Berlusconi? «Penso che Fini e Berlusconi abbiamo ragione. Sono necessari dei chiarimenti da parte del Governo. Non possiamo accettare che i soldati in Libano siano di pace e quelli in Iraq ed Afghanistan no. Prodi dica chiaramente che la sua politica estera non è cambiata rispetto a prima, che non c'è nulla di nuovo. Allora il centrodestra avrà una posizione credibile, come l'ha sempre avuta in politica estera». Governo Prodi, cosa butti giù? «Tutto. Non mi è piaciuto nulla di questo governo e soprattutto l'immagine che sta dando del nostro Paese. Quello di un governo dove nessuno è d'accordo, dove ognuno parla per proprio conto, dove non esiste un momento di sintesi