Gasparri

Si tratta di un atto di arroganza che deve essere respinto con determinazione». Lo ha dichiarato Maurizio Gasparri, dell'esecutivo di Alleanza nazionale. «Ricordiamo agli irresponsabili del centrosinistra che quando noi vincemmo le elezioni nel 2001, il cda della Rai, allora in carica e con una maggioranza di orientamento di centrosinistra, rimase in carica per un anno fino alla fine del suo mandato. Stessa sorte deve avere l'attuale Cda che potrà rimanere in carica, in base alle leggi vigenti, fino al 2008». «Come sa perfettamente Padoa Schioppa, non c'è nessuna motivazione che possa portare alla revoca del professor Petroni. La Rai è una Spa e se Padoa Schioppa dovesse rimuovere Petroni, la sua credibilità, alla quale credo tenga molto anche nel contesto internazionale, precipiterebbe. Una decisione del genere, sarebbe spazzata via immediatamente dal primo Tribunale amministrativo che reintegrerebbe il professor Petroni nel suo incarico. Il Cda è legittimo - continua Gasparri - e può rimanere in carica e lo spirito della legge vigente è stato proprio quello che il presidente fosse di un orientamento diverso dalla maggioranza del Consiglio di amministrazione. Avere un presidente, un direttore generale e un consiglio di amministrazione tutti e tre dello stesso orientamento politico ideologico di centrosinistra, sarebbe - secondo l'esponente di An - una grave violazione della legge vigente. La bramosia di posti, la voglia di lottizzazione, le pratiche spartitorie tipiche del centrosinistra non possono essere più tollerate in alcun modo. Giù le mani dalla Rai che, semmai, va avviata verso il mercato per ridurre l'influenza dei partiti. Prodi si conferma il peggio boiardo e lottizzatore di ogni stagione, il burosauro che dell'appropriazione di spazi pubblici ha fatto l'unica ragione di vita. La logica del bottino, per quanto riguarda la Rai, non potrà passare».