Al Consiglio nazionale del Coni, il sindaco ribadisce l'intenzione di ritirare la candidatura

Consiste in questo riferimento esplicito a Silvio Berlusconi da parte del sindaco di Roma, Walter Veltroni, l'unica sostanziale novità in merito alla «querelle» sorta intorno alla candidatura della Capitale a sede dei Giochi olimpici del 2016 che ha vissuto ieri mattina la sua prima, movimentata «tappa» nella sede del Coni, dove si è riunito il Consiglio nazionale proprio per esaminare la possibilità di candidare la Città eterna alle Olimpiadi. Tutti puntuali, quindi, ieri mattina, per una seduta in cui di nuovo si è detto davvero poco. La riunione era stata infatti anticipata dall'annuncio del sindaco Veltroni di «congelare» la candidatura della Capitale, fino a paventarne il ritiro qualora non si trovassero, nelle prossime due settimane, le condizioni di unità e convergenza politica intorno alla candidatura della Capitale che «rischia di cadere sotto il fuoco nemico». A «costringere» Veltroni all'annuncio di un ritiro, è stato il rifiuto «per motivi politici» di Gianni Letta a presiedere il Comitato organizzatore. Poche novità, dunque, dalla riunione di ieri, dove il sindaco Veltroni non ha fatto altro che ribadire il fatto di «non voler sottoporre la sua città in una competizione prima di tutto interna - precisa Veltroni - dove su ogni provvedimento bisognerebbe per prima cosa rispondere all'ostruzionismo e alle critiche in Parlamento e fuori. Sarebbe una corsa perdente. Del resto Roma ha già vissuto questa esperienza, nel 1997, quando fu battuta per la corsa ai Giochi del 2004 e uno dei motivi per quella sconfitta fu che anche allora non c'era unità». Come previsto, il Coni ha dato parere unanime alla candidatura di Roma Capitale: tutti d'accordo sul fatto che l'Italia presenti la sua Capitale e che lo faccia in modo unitario. Un richiamo fatto anche dal presidente del Coni, Gianni Petrucci, «non si può sostenere una candidatura partendo con dei "sì, però...» ha sostenuto il presidente, sottolineando che «la Capitale ha le carte in regola per ospitare i Giochi olimpici del 2016»; stesso concetto espresso anche dal ministro alle Attività sportive, Giovanna Melandri, «bene ha fatto il sindaco Veltroni - ha commentato - a porre il problema della condivisione della candidatura di Roma da parte di tutto il Paese». E, con un giorno di ritardo, arriva anche il «sostegno» dell'Ulivo, sotto forma di una nota del capogruppo in commissione Cultura alla Camera, Andrea Martella che confessa: «aspettiamo che tutte le testimonianze di sostegno alla candidatura di Roma si traducano al più presto in atti concreti che dimostrino una volontà comune». E intanto, inizia a muoversi anche il mondo economico, per mezzo del presidente dell'Enit, Amedeo Ottaviani che caldeggia vivamente un'occasione non solo sportiva per l'intero Paese. «Confido molto, anzi sollecito - ha sostenuto Ottaviani - una chiara presa di posizione a favore delle Olimpiadi del 2016 a Roma, che sarebbero una grande iniezione di fiducia per tutto il sistema turistico italiano».