di LAURA DELLA PASQUA «SI PONE un problema di riorganizzare la Cdl, di fare un esame di coscienza per ...

Dove sono andati i 5 punti? Cosa è che non ha funzionato? Come mai è al governo la sinistra in un Paese come l'Italia che di sinistra non è? Ecco su questo dobbiamo avviare un riflessione» Roberto Formigoni, presidente della regione Lombardia, all'indomani dell'esito dele amministrative, è dell'idea che sia arrivato il momento di porsi certi interrogativi e trovare le risposte. Un processo di riflessione, dice, che «deve partire subito dopo l'appuntamento con il referendum sulal riforma costituzionale». Non c'è stata l'auspicata spallata a Prodi. Deluso da queste aministrative? «In Lombardia abiamo vinto rafforzando il brillantissimo risultato delle politiche mentre invece nel Paese ciascuno ha sostanzialemnte confermato i propri risultati con qualche scostamento marginale. Certamente non c'è stata la spallata attribuita Berlusconi ma non c'è nemmeno stato il classico salire sul carro del vincitore che segue ogni elezione politica. Prodi non ha guadagnato un voto. Quindi vuol dire che il Paese è ancora diviso in due. Il che significa che chi governa ha il dovere di farsi carico anche delle ragioni di chi non l'ha votato che è mezzo Paese. Perciò il problema politico di questa fase si conferma per intero. Occorre un governo che non ceda all'estremismo, al radicalismo di sinistra ma che sia capace di farsi digerire da tutto il Paese. Questo è il problema di Prodi: correggere la rotta. I primi dieci giorni di governo sono stati contrassegnati da una cacofonia assordante di dichiarazioni contradittorie in cui l'estremismo ha prevalso in tutte le salse. Ora Prodi deve correggere e sterzare verso il centro». Un altro dato di queste amministrative è stato l'elevato assenteismo. La strategia del muro contro muro di Berlsuconi comincia a non avere più l'appeal di un tempo? C'è disaffezione nell'elettorato di centrodestra? «L'assentesimo è dovuto semplicemnte al fatto che si è votato dopo 40 giorni. Gli italiani già fanno fatica a votare una volta l'anno figurarsi due volte al mese». Ma non sarà che i toni alti, la polemica a oltranza hanno stancato? «È chiaro che in campagna elettorale i toni si alzano, la polemica di Berlusconi è giustificata». A questo punto il dibattito con la maggioranza non andrebbe riportato in Parlamento invece che in piazza? «Per il centrodestra è arrivato il momento di mettere a punto la propria opposizione, vanno messe in luce le contraddizioni della maggioranza e insinuarsi in queste contraddizioni». La campagna elettorale sul referendum va politicizzata? «Sul referendum bisogna soprattutto spiegare, bisogna parlare alla ragione degli elettori facendo capire che è una riforma che semplifica processi burocratici che non spacca il Paese. Bisogna portare gli elettori a guardare dentro la riforma. Dopodichè un po' di polemica in campagna è logica». C'è un problema di riorganizzazione della Cdl? «Certamente si pone un problema di riorganizzazione della Cdl. Bisogna fare un esame di coscienza e cambiare qualcosa perchè non si capisce come possa vincere il centrosinistra in un Paese come l'Italia che di sinistra non è». La riorganizzazione deve riguardare anche Forza Italia? «Non è questo il problema. Forza Italia è il partito che ha vinto di più. Invece bisogna capire cosa si è rotto tra noi e l'elettorato». Riflessione, esame...si torna a parlare di discontinuità e di cambio della leadership? «Il leader c'è, è Berlsuconi, ed è in sella. Il problema principale è politico. Avevamo nel 2001 il 55% e ora siamo al 49,9%, dove sono andati 5 punti? Occorre un esame sui comportamenti, sulla comunicazione. Capito questo si potrà anche scegliere una nuova leadership ma il primo a parlarne dovrà essere Berlusconi che ha fatto quello che doveva fare nelle elezioni».