INTERVISTA ALLA RETE TV ARABA AL JAZEERA

Ma anche dell'Unione Europea. destinatario della promessa prodiana il nuovo esecutivo palestinese guifdato dall'organizzazione estremista Hamas. Il Professore parla alla rete televisiva araba Al Jazeera. E scoppiano le prime polemiche sulla politica estera dell'Unione, non ancora a Palazzo Chigi ma già pronta a fare concessioni ai terroristi. «Mi impegnerò a livello europeo per definire una nuova posizione nei confronti del nuovo governo palestinese e guardo con molta attenzione ai segnali di apertura espressi da Hamas», ha detto Romano Prodi davanti alle telecamere dell'emittente satellitare araba durante il notiziario delle 14 di martedì. Il leader dell'Unione ha anche confermato l'ipotesi di ritiro dall'Iraq: «Sono stato sempre contro la guerra e ho sempre sostenuto che vi erano altri mezzi per affrontare la vicenda irachena. Come abbiamo detto nel nostro programma, ritireremo gradulamente le nostre truppe dall'Iraq in accordo con le forze della coalizione e con le Autorità irachene». Già ieri Israele si interrogava sulle relazioni che avrà con l'Italia guidata da Prodi. «Il nuovo governo italiano potrebbe dimostrarsi meno amichevole nei confronti di Israele», ha titolato ieri il Jerusalem Post. «Sembra che Israele abbia perso un buon amico». ha rilevato il quotidiano, commentando la sconfitta del premier Silvio Berlusconi. Gli ultimi anni, ha dichiarato al Jerusalem Post l'ex-ambasciatore in Italia Avi Pazner, sono stati «certamente un periodo d'oro per le relazioni fra l'Italia e Israele». «La previsione: un raffreddamento verso Israele», ha titolato il quotidiano di Tel Aviv, Yediot Ahronot, pubblicando un contributo dello stesso Pazner. L'ex-ambasciatore ha avvertito che «Israele dovrà lavorare duro per mantenere il livello delle relazioni amichevoli con l'Italia», così come erano maturate negli anni di governo Berlusconi. Del premier uscente, Pazner ha affermato che è stato «un amico fedele che ha sistematicamente sostenuto le nostre posizioni nelle istituzioni Ue e nell'arena internazionale». Nella futura coalizione di governo in Italia, ha aggiunto Pazner, potrebbero essere inclusi partiti le cui posizioni nei confronti di Israele sono «meno comode». Tuttavia, nota il diplomatico, anche nel centrosinistra Israele beneficia della amicizia di personalità importanti come Francesco Rutelli, Piero Fassino e Walter Veltroni. Se Israele saprà coltivare i rapporti con loro, le relazioni amichevoli fra i due Paesi potrebbero in definitiva restare inalterate. «L'Unione non è ancora al governo ma è già allo sbando sul fronte più esposto: quello della politica estera - fanno notare dalla Fondazione Magna Carta, creata dall'ex presidente del Senato Pera - Romano Prodi, così bravo a predicare cautela e pazienza, ieri è sembrato una specie di "dottor Stranamore". Ha cominciato con un'intervista all'emittente araba al Jazeera, dando fuoco alle polveri. La dichiarazione di Prodi è apparsa tanto più inopportuna dopo la decisione dell'Onu di adottare una politica restrittiva nei confronti del governo palestinese e di valutare i contatti politici con Hamas "caso per caso". Non contento Prodi ha anche affrontato la questione delle truppe italiane in Iraq, argomento particolarmente spinoso perché il Parlamento dovrà tra breve decidere sul rifinanziamento della missione. Peccato che pochi minuti dopo Marco Rizzo dei comunisti italiani abbia dettato alle agenzie una risposta che non sembra quella di un alleato di governo: «Bisogna predisporre il ritiro immediato delle truppe italiane: di quella missione da rifinanziare c'è solo la benzina per tornare a casa». Ma non finisce qui. In una conferenza stampa davanti ai giornalisti esteri, l'inarrestabile Prodi ha parlato anche di Iran: «Abbiamo avuto sempre rapporti stretti con quel paese e non c'è ragione per non riprenderli». Sempre ad Al Jazeera, Prodi ha parlato anche dei centri di accoglienza per immigrati: «Io non rinuncio ad un momento di identificazione dei clandestini e quello era l'obiettivo della Turco-Napolitano. Se