Fassino: «Il Cavaliere vuole lo scontro. Lasciamolo solo»

È il commento del portavoce del premier Paolo Bonaiuti. A due giorni dallo scontro tra Confindustria e Berlusconi, continuano serrate le polemiche. Gli fa eco Fabrizio Cicchitto, vice coordinatore di Forza Italia: «Credevamo che Della Valle sapesse tutto su pelli, cuoio, tomaie e lacci di scarpe. Vediamo invece che le sue competenze tendono ad estendersi anche alla psichiatria, alla psicologia, alla neuropsichiatria, agli stati di stress». Plaude all'iniziativa del premier il leghista Calderoli. «È iniziata la fase due. La sinistra a furia di essere antiproibizionista inizia a soffrire di allucinazioni al punto di non accorgersi che è iniziata la fase due, ovvero il rush finale delle ultime tre settimane di campagna elettorale con cui Berlusconi recupererà l'ormai esiguo gap che lo separa dalla vittoria. A Silvio dico: avanti così! D'altronde - conclude - se fosse vero quello che sostiene la sinistra, ovvero che è lui ad essere in difficoltà, li vedremmo sorridenti, mentre, invece, stanno schiumando di rabbia...» «I vertici di Confindustria si rassegnino: la base degli industriali non è con loro, come l'incontro di Vicenza ha ampiamente dimostrato. Questa spaccatura è sotto gli occhi di tutti» afferma il presidente dei senatori di Forza Italia Renato Schifani. Il segretario della Dc Rotondi avverte: «Il guaio di Silvio Berlusconi non è che da grande imprenditore è diventato un grande politico. Il guaio è che l'Italia sconta l'invidia degli aspiranti Berlusconi. Ciriaco De Mita e Clemente Mastella hanno convinto l'uno Callisto Tanzi, l'altro Diego Della Valle di poter essere i nuovi Berlusconi. Io auguro a Della Valle di non fare la fine di Tanzi». Bordate dalla sinistra. «Se uno andasse in casa d'altri e si rivolgesse con quei toni e quelle modalità a chi è in casa, se li trattasse con tale irriguardosità, uno direbbe che è cafone» ha affermato il leader dell'Udeur, Clemente Mastella. «Mi pare che -ha continuato Mastella- la rozzezza che è stata manifestata da Berlusconi in questa circostanza ha dell'incredibile. È un modo che comporta scarso stile e che non si addice ad un presidente del Consiglio». E il segretario dei Ds Piero Fassino dice chiaro e tondo: «Berlusconi vuole lo scontro, noi dobbiamo lasciarlo solo, dobbiamo saper parlare agli italiani usando la ragione. Il tono che ha usato a Vicenza è inaccettabile». Per Fassino «Berlusconi ha insultato gli industriali italiani. Quel tono - ha detto - è lo sfogo di un uomo che sente avvicinarsi la sconfitta e vuole creare così un clima da scontro ovvero allagare la pianura, appiccando il fuoco a quello che rimane». A proposito delle elezioni amministrative di maggio, Fassino prevede «un risultato eccezionale, perchè - ha spiegato - dove ha amministrato il centrosinistra i sindaci uscenti, in base alle proiezioni, saranno riconfermati: e oltre che a Roma, Ancona e Torino, vinceremo anche a Milano».