Le false accuse non piacciono neppure ai Ds

Parla il ds Marco Minniti, in un'intervista a Repubblica: «Non si cambiano i vertici di un servizio segreto a tre settimane dalle elezioni. In secondo luogo, noi non siamo interessati alla logica dei capri espiatori. Questo non significa che non esista un problema serio. Significa soltanto che il problema non ha un singolo nome e cognome. Perchè il problema si chiama privatizzazione e quindi politicizzazione della sicurezza. È una questione politica enorme, decisiva, perchè ne va la qualità della nostra democrazia. È dunque su questo che è venuto il momento di voltare pagina». Minniti poi prova a prendere sul serio la storia di intercettazioni alla Regione Lazio. «Ho la sensazione che, per l'ennesima volta, qualcuno voglia mettere in burletta quel che abbiamo di fronte agli occhi», «peccato che, almeno a leggere quanto scrive la magistratura di Milano, non ci sia proprio nulla da ridere, visto che abbiamo di fornte fatti che, per gravità, non hanno precedenti nella storia repubblicana recente». Minniti prosegue: «Questa maggioranza e questo governo hanno fatto una scelta disastrosa. Hanno politicizzato la nostra sicurezza nazionale, privatizzandone interi pezzi». Secondo l'esponente Ds, «il nuovo governo dovrà sollecitare il Parlamento a indagare, accertare, comprendere cosa è accaduto in questi anni. Chiamiamolo un rapporto sulla sicurezza del nostro Paese, non sarà un processo a caccia di capri espiatori, né un innocuo censimento sui numeri e le esigenze dei nostri apparati». Ieri anche Berlusconi è tornato a parlare del caso Pollari, mai aperto. Lo ha fatto durante la trasmissione tv «In mezz'ora», consotta da Lucia Annunziata: «I servizi segreti si sono sempre comportati in maniera straordinaria. E lo straordinario generale Pollari, dopo gli attacchi subiti dalla sinistra, aveva rimesso il suo incarico, ma gli ho detto di continuare a lavorare con serenità». La conduttrice ha quindi chiesto al premier un commento sulle affermazioni del presidente del Copaco, Enzo Bianco, sulla vicenda Storace. «Non rispondo a Bianco - ha replicato il presidente del Consiglio - perchè non hai mai dato prova di aver operato con serietà».