L'ultima della Lega: «Correremo da soli»

E minaccia gli alleati: il Carroccio potrebbe presentarsi con una sua lista alle prossime elezioni politiche. «Nell'interesse di Berlusconi, nell'interesse della Casa delle Libertà e nell'interesse della maggioranza, invito i partiti della coalizione e gli esponenti politici ad evitare di avere atteggiamenti di arroganza e supponenza nei confronti della Lega», ha detto ieri il responsabile del Welfare, mettendo in dubbio i futuri rapporti con la Cdl. Maroni, poi, non esclude che oggi il consiglio federale del Carroccio «possa decidere di correre da solo» alle politiche del 9 aprile. Il ministro riferisce di numerose telefonate che avrebbe fatto il premier ad alcuni rappresentanti del consiglio federale. «Berlusconi ha fatto delle telefonate - ha sottolineato - come se fosse il proprietario della Lega, come se avesse lanciato un'Opa sul Carroccio. Se queste telefonate fossero vere, sarebbe un fatto molto grave che Berlusconi intervenga in fatti interni. Non mi interessa se il suo comportamento possa essere dettato da un eccesso di zelo o da un'altra cosa, ma questo non è il modo migliore per comportarsi. Anzi, aumenta il nostro malumore. Sia chiaro - ha aggiunto Maroni - che la Lega non è l'appendice di nessuno. Noi siamo orgogliosi della nostra indipendenza e ci teniamo a mantenerla...altrimenti in questi giorni potrebbero cambiare alcune cose». Quindi, in vista del consiglio federale che si terrà questo pomeriggio Maroni ha invitato «gli alleati della Casa delle Libertà ad abbassare i toni e a non interferire più in vicende interne alla Lega. Se non sarà così, allora nessuno si lamenti se poi la Lega dice di averne abbastanza di queste ingerenze. Lasciateci in pace - si è sfogato il ministro del Welfare - ed evitate di farci rivedere comportamenti del passato recente dove in molti si candidano a fare i leader esterni al nostro partito». «Sia chiaro - ha detto ancora Maroni - Roberto Calderoli non ha nessuna responsabilità rispetto a quello che è successo in Libia». Maroni ha puntato l'indice contro la Cdl e contro il premier Berlusconi «per aver montato il caso» Calderoli. «È stato lui - ha accusato - a far nascere il caso mettendo in relazione gli scontri in Libia con la maglietta di Calderoli. Non ci saremmo mai aspettati un comportamento di questo genere dal Presidente del Consiglio. Queste sono cose strane che domani discuteremo nel consiglio federale». In ogni caso, per Maroni, «tutta la vicenda che ha portato alle dimissioni del ministro per le Riforme è stata montata in un crescendo rossiniano anche da parte della maggioranza. Ma Calderoli non ha nessuna colpa rispetto a quanto è avvenuto in Libia. La cosa che mi ha più amareggiato - ha confessato - è nessuno nella maggioranza lo ha difeso se non la Lega. E questo per noi è come una ferita profonda. E io faccio fatica a comprendere il perchè. Per questo domani discuteremo di quello che è avvenuto e certamente ci sarà anche una relazione di Calderoli su ciò che è avvenuto. cesso. Spero che Umberto Bossi possa ricomporre questa frattura».