L'INCHIESTA

La procura della Capitale, infatti, vuole vederci chiaro sul ruolo svolto da Deutsche Bank, l'istituto di credito che - secondo quanto accertato dalla Consob - avrebbe concesso un finanziamento all'Unipol tramite la Banca popolare italiana di Giampiero Fiorani per la scalata alla banca romana. I magistrati di Piazzale Clodio hanno acquisito la delibera della Consob nella quale si parla di «patto parasociale» tra Unipol e Deutsche Bank ed hanno avviato una serie di accertamenti per verificare se siano configurabili eventuali fattispecie penalmente rilevanti. Le ipotesi di reato che, in quest'ultimo caso, potrebbero emergere ai vertice del gruppo tedesco, secondo indiscrezioni, sarebbero quelle di ostacolo alla vigilanza e omissione in relazione agli obblighi di comunicazione. La mossa dei magistrati, però, secondo Deutsche Bank e la stessa Unipol, prenderebbe di mira una "normale" operazione finanziaria. Tanto che la compagnia di assicurazioni bolognese ha contestato formalmente il giudizio della Consob sull'impegno di Deutsche Bank nel contratto di opzione sui titoli Bnl, e «si è riservata ogni azione al riguardo». La Procura romana vuole comunque verificare chi sono i manager del gruppo bancario tedesco responsabili delle decisioni che possono aver portato a condotte penalmente rilevanti. Nei mesi scorsi all'interno del gruppo si è consumato, sia pure dietro le quinte, un duro scontro. Da una parte i manager che hanno creduto in Ricucci e Fiorani, dall'altra dirigenti apertamente ostili. Tra i primi spiccano uomini alla guida del settore derivati a Londra, mentre tra i secondi vanno ricordati gli esponenti della Deutsche Bank italiana. Deutsche bank ha avuto parte anche nella vicenda Antonveneta, con il caso delle cessioni di minorities da parte della Bpi e ha avuto un ruolo anche nel tentativo di Ricucci di scalata a Rcs, con concessioni di crediti all'immobiliarista in cambio di azioni in pegno.