Patente, salta la sanatoria

E ieri il governo ha chiesto la fiducia sul maxiemendamento che sarà votata oggi. Tra le misure bloccate dal presidente della Camera ci sono la sanatoria per la patente a punti, i soldi per il Museo della Shoa e per l'istituto nazionale per la longevità attiva. Giudicate inammissibili anche le misure che prevedevano fondi per gli schedari consolari, l'istituto zooprofilattico di Abruzzo e Molise. Ma ieri si è anche consumato l'ennesimo scontro tra maggioranza e opposizione. La fiducia sulla Finanziaria, autorizzata da un Consiglio dei ministri alla presenza di Berlusconi, ha rischiato di far scattare le norme sul «conflitto di interessi» dopo l'inserimento di agevolazioni sulla vendita di decoder che, secondo l'opposizione, potrebbero favorire il fratello del premier, Paolo Berlusconi, che è proprietario della società Solari.com, tra i principali distributori di decoder. Il pasticcio normativo, rivelato in aula dal capogruppo dei Ds Luciano Violante, ha così costretto il governo a riunire velocemente il Consiglio dei Ministri, per approvare nuovamente, ma senza la presenza di Silvio Berlusconi, la richiesta di un già annunciato voto di fiducia sulla manovra. Ma a negare l'esistenza di un conflitto di interessi è anche il ministro delle comunicazioni, Mario Landolfi: gli incentivi sono per chi acquista, non per chi produce. Violante però non demorde e annuncia che la questione sarà sollevata davanti all'Antitrust. Il presidente dell'Antitrust, Antonio Catricalà non nasconde che il tema esiste. Parla di fase di «pre-pre-istruttoria» e aggiunge chiaramente che «al stato l'evidenza di un conflitto di interessi non c'è». Polemiche anche sull'assenza nel maxiemendamento di norme sulle Olimpiadi invernali di Torino che saranno aperte nel febbraio 2006. Respinta dal governo anche la richiesta da parte della Fiat di agevolazioni quali la mobilità lunga (estendendola da 7 a 10 anni) e un regime previdenziale di favore anche dopo il 2008 per i propri dipendenti. Casini a fine giornata ha annunciato che l'Aula di Montecitorio darà il voto finale alla Finanziaria martedì 20 dicembre. Il ministro dell'Economia Giulio Tremonti illustrando il maxiemendamento ha sottolineato che la tassa sulle plusvalenze degli immobili al 12,5% farà emergere le vendite in nero delle case. Quanto al concordato Tremonti ha detto che ha effetti di gettito «enormi».