«Prodi? Va bene quando è naif»

Klaus Davi, «guru» super mediatico ha imparato bene la lezione che gli ha impartito Sanna, sulla necessità della «moderazione». Accetta la sfida del suo maestro per la campagna elettorale 2006? «Certamente. Gli devo tutto». Allora, avanti con le critiche. Che cosa dovrebbero fare per vincere? «Il centronistra deve resistere alla tentazione del 2001, quando delegò tutto ai comici e a Santoro. Deve basare la campagna sul territorio e sul sociale. Meglio il basso profilo che i colpi di teatro. La militante Guzzanti non ci serve, non porta voti. E nemmeno Santoro. Infatti in questi due anni in cui non c'era la sinistra è risorta. Per questo penso che se Berlusconi cambiasse la par condicio, sbaglierebbe. Sarà la sua tomba. Il suo obiettivo non dovrebbe essere andare in Tv, ma far capire come ha mantenuto le promesse». Lo slogan. «Più società e meno Tv. Ma è importante il tono in una campagna. Deve essere positivo. Perché Berlusconi non è il diavolo e non è vero che tutto va male. La gente va in vacanza e Milano e Roma, nei week end, sono vuote. Quindi se Prodi e gli altri fanno i gufi, nessuno li voterà. I becchini non li vota nessuno. Stiamo attenti: il politico deve dare speranza, sempre». I migliori del centrosinistra? «Fassino e Rutelli. Perché hanno trovato il mood giusto. Bene anche Bersani, Franceschini, Finocchiaro, Serafini e Lusetti. Male Turco e Angius. Devono darsi una calmata». E Prodi? «Deve evitare di estremizzare i conflitti. L'antiberlusconismo non paga. Il Professore deve restare nell'ambito del curato di campagna anche un po' naif». Il consiglio per tutti. «Credere nella determinazione e nel moderatismo. Il moderatismo oggi è vincente. L'estremismo no-global è perdente. La gente vuole risposte sociali e se ne frega dei militanti faziosi». Sul look? «Stessa storia. In Tv si va vestiti bene, non come degli incappucciati». Giu.Cer.