di LAURA DELLA PASQUA NON È solo un auspicio dal sapore elettorale.

E se la Finanziaria supererà le forche caudine del Parlamento senza subire grandi stravolgimenti, i conti avranno quella correzione necessaria per far ricredere anche i più scettici tecnici di Bruxelles. I dati Istat di agosto sulla produzione industriale parlano chiaro: per la seconda volta consecutiva c'è un segno positivo e il balzo questa volta è superiore a qualsiasi aspettativa. A agosto la produzione industriale ha avuto un incremento del 5,9% rispetto al 2004 e dell'1,3% su luglio. È il secondo aumento consecutivo ma anche il più rilevante giacchè a luglio si era manifestato un lieve rialzo dello 0,5% in riferimento al mese precedente. Il dato di agosto è il più alto degli ultimi 12 mesi e al ministero dell'Economia già stimano un incremento del pil, la ricchezza nazionale, per il terzo trimestre dell'anno dello 0,5%. Ora, a completare il quadro, si attendono i dati sull'export che saranno resi noti oggi ma ieri il ministro Tremonti preannunciava che dovrebbero essere ugualmente buoni. A mettere il turbo all'economia è stata soprattutto la produzione di auto che ha messo a segno, dopo mesi e mesi di segno meno, un incremento del 46,5%. I tecnici parlano di effetto Grande Punto e di una valanga di ordini. Segno anche questo che i consumi delle famiglie stanno ripartendo spinti dalla fiducia nella ripresa economica. Ad agosto, mese di ferie per gli operai delle fabbriche, le catene di montaggio hanno lavorato più intensamente del 2004. Merito, a quanto pare, proprio della nuova vettura di punta della Fiat, prodotta a ritmi accelerati in estate in vista del lancio e della commercializzazione iniziata a settembre. Da agosto dello scorso anno (mese chiusosi con un crollo per il comparto del 36,5%), le variazioni della produzione di autovetture sono state infatti tutte negative, con la sola eccezione di aprile 2005 (+7,8%). Per il resto, tutti segni meno, con cali sempre a due cifre. C'è quindi un'inversione di tendenza evidente nell'economia anche se il dato complessivo dei primi 8 mesi dell'anno rimane negativo, con un calo della produzione del 2,1% rispetto allo stesso periodo del 2004. Il governo però è ottimista. «I segnali di miglioramento prendono sempre più consistenza», afferma il ministro delle Attività produttive Claudio Scajola mentre per il consigliere economico di Palazzo Chigi Renato Brunetta è la conferma che «la ripresa economica è ormai in atto» e i segnali ci sono tutti: dalla fiducia delle imprese ai dati su ordinativi e fatturato, fino alle immatricolazioni di auto, positive per tutta l'estate. Il settore automobilistico ha effettivamente fatto da traino a tutti i livelli: nell'aumento dei beni strumentali (+15,5%) e in quello dei mezzi di trasporto, che con un peso del 5,3% sul totale della produzione, sono cresciuti del 22,3%. A fare la parte del leone sono state anche le macchine e gli apparecchi meccanici, settore di punta dell'industria italiana (pesa per il 12% sulla produzione complessiva), cresciuto del 14,1%. A soffrire invece sono state pelli e calzature, sinonimo del made in Italy ormai in crisi, con una flessione del 19,9%. Va tenuto però conto, spiegano all'Istat, che i dati di agosto sono soggetti di solito a grandi variazioni dovute alla particolarità del mese. I sindacati invitano però alla cautela. Secondo Paolo Pirani della Uil, quella di agosto è stata sicuramente una «boccata di ossigeno» che non basta però a risolvere i problemi strutturali dell'economia. Per farlo, afferma, «occorrono scelte politiche adeguate». Raffaele Bonanni della Cisl chiede l'«impegno di tutti», governo e sindacati per fare in modo che quello di agosto non resti un caso isolato. Mentre il segretario della Cgil, Guglielmo Epifani, è ancora più drastico: «la produzione continua a galleggiare. Dopo tanti punti negativi è inevitabile un rimbalzo positivo. Nessuno è in grado di dire se rappresenta una lieve indicazione di svolta».