Il funerale dei partitini

Le forche caudine dello sbarramento del 2% per i partiti che non fanno parte di una coalizione, rappresentano una vera e propria sfida per le liste minori che qualora non riuscissero a passare questo imbuto verrebbero tagliate fuori dal Parlamento. C'è chi come Alessandra Mussolini leader di Alternativa Sociale che parla di «legge truffa, di sistema antidemocratico» e prefigura una strategia precisa da parte dei partiti maggiori per far fuori le liste minori. Non solo. Dietro alla proporzionale ci sarebbe la volontà precisa di appropriarsi dei voti dei partiti minori lasciandoli però senza rappresentanti alla Camera e al Senato. C'è chi invece come Gianfranco Rotondi che non solo non teme la scure del 2% ma considera il proporzionale un'opportunità per il suo partito. Rotondi sostiene che alcuni grandi partiti non sono radicati in tutto il territorio nazionale ma sono scoperti in alcune regioni nelle quali invece la Democrazia Cristiana è più forte. Ecco quindi che il proporzionale offre alla lista della Dc di fare degli accordi tecnici portando in dote non solo il suo bagaglio di voti, «come abbiamo dimostrato nelle elezioni regionali», sostiene Rotondi, ma anche la sua capacità di penetrazione sul territorio.