An: «Non aspetteremo le deleghe all'infinito» Altro attacco a Marzano

I tempi? Sono quelli della politica, non sono infiniti» dice il coordinatore di Alleanza nazionale Ignazio La Russa. Il secondo partito della coalizione non aspetterà all'infinito la soluzioen del caso delle deleghe al vice premier Gianfranco Fini. Il numero due del partito di via della Scrofa riperre poi le tappe della verifica, che non era volta «a far ottenere le deleghe a Fini ma per dare al governo la possibilità di intervenire nel modo più rapido ed efficiente per affrontare i problemi degli italiani». La Russa si dice contrario a fare della verifica una sorta di «lotta continua» che «alla fine un'intesa si è trovata e spetta al presidente del Consiglio fare in modo che si traduca in realtà. «Non siamo noi a doverci preoccupare - aggiunge il numero due di An - e se qualcuno ritarda, ma so che non è Berlusconi che ha capito le nostre ragioni, sappia che lo fa non a discapito di Fini, di An, ma della soluzione dei problemi». Gli dà subito manforte il ministro delle Comunicazioni Maurizio Gasparri: «Alleanza Nazionale deve poter avere un ruolo sempre più incisivo, deve essere una forza politica radicata sul territorio in buona sintonia con l'opinione pubblica». Ma a frenare è ancora la Lega. Ancora una volta il ministro del Welfare Roberto Maroni ribadisce: «Il confronto è aperto. È sempre aperto», lasciando intendere che un accordo ancora non c'è. Deleghe o non deleghe, An si rincontrerà a Padova domani per dare il via alla nuova campagna tematica: «L'Italia delle quattro A», ovvero dell'eccellenza produttiva nell'agroalimentare, nell'abbigliamento, nell'arredamento e nell'automazione. «I love made in Italy» è il titolo dell'iniziativa che sarà conclusa con l'intervento del vicepremier Gianfranco Fini. Non sarà una semplice successione di interventi, sottolinea il viceministro Adolfo Urso, ma l'occasione per confrontarsi con le realtà produttive italiane più qualificate «con l'obiettivo di arrivare ad una proposta per un "patto per lo sviluppo" condiviso e in grado di ridare slancio e competitività alle imprese italiane in una fase in cui ancora non si sentono in Italia i benefici di una ripresa economica in atto a livello internazionale». Urso ricorda gli oltre 40 imprenditori che parteciperanno alla manifestazione (nomi come Marzotto, Merloni, Guzzini, della Valle, Rana, Billè, Snaidero, Riello, Bocchini) rappresentativi dei settori delle «quattro A». Non manca l'attacco al ministro Marzano (Forza Italia): «Io non condivido il suo pacchetto per il made in Italy perché non è conforme alle norme dell'Ue e crea una serie A e declassa tutto il resto: il Made in Italy è già di per se marchio di qualità, sinonimo di eccellenza mondiale».