«Serve un patto di governo per cinque anni» Rutelli apre il congresso della Margherita: «Liberiamoci di Berlusconi vincendo alle Europee»

Dal palcoscenico del secondo congresso della Margherita a Rimini, Rutelli insiste con forza sulla urgenza di vincere le elezioni di giugno. Urgenza ribadita più volte nella sua relazione. Da qualche mese, dopo l'appello di Prodi l'iniziativa politica che da cinque anni era nelle mani del Centrodestra è passata, sottolinea, nella mani dell'Ulivo. «Nei prossimi tre mesi — dice — noi siamo impegnati anima e corpo nella battaglia unitaria per le Europee» e solo dopo le elezioni potrà riprendere il «cantiere della progettazione delle nuove soluzioni» e di definizione della proposta politica. Il presidente della Margherita nel suo discorso di quarantatré cartelle mette molta carne al fuoco. Ribadite le ragioni della lista unitaria, delinea le posizioni attuali del partito. Sull'Iraq, conferma la critica alla guerra preventiva che è stata uno sbaglio di Bush, ma l'appoggio ai soldati italiani che sono lì va comunque dato. Ribadisce il no totale al terrorismo. In politica estera, sottolinea il messaggio che viene dagli Stati Uniti dove i democratici, fino a poco tempo fa sembravano spacciati e dove invece la partita si è riaperta. Negative invece per la Sinistra le indicazioni che provengono dalle recenti elezioni in Europa che potrebbero ulteriormente peggiorare con l'allargamento dell'Unione Europea. Alla CdL, Rutelli offre disponibilità per le riforme istituzionali «che si possono fare con largo consenso ma non seguendo visioni minoritarie e faziose». Inoltre, sì ad una riforma della giustizia che migliori il servizio al cittadino ma non assoggetti la magistratura al potere politico. Una legge sul sistema radiotelevisivo che ricalchi il messaggio del presidente della Repubblica, altrimenti, se il governo vorrà forzare la mano, «la battaglia continuerà fino alla vittoria». Emergenza prioritaria però resta «liberarsi di questo governo» che ha portato «impoverimento nelle famiglie», «crescita dei prezzi», «perdita di valore di stipendi e pensioni», «precarietà dei posti di lavoro», «aumento della pressione fiscale». Propone, infine, un patto di cinque anni con gli italiani, che preveda «una accelerata riduzione del debito», una «effettiva moderazione salariale» bilanciata da una credibile riduzione dell'inflazione, una crescita della produttività, una riforma del welfare che comprenda la previdenza complementare e mobiliti il risparmio per integrare la spesa sociale. Il tutto da fare insieme con i sindacati e tendendo la mano alle associazioni degli imprenditori.