ANDREOTTI AL CONVEGNO SULLO STATISTA

Mi sembra invece che la sua eredità politica possa essere riassunta nel dialogo e nel metodo democratico». Lo ha detto il senatore a vita Giulio Andreotti che a Milano ha partecipato all'inaugurazione della mostra itinerante per il 50/esimo anniversario della morte dello statista. «Il fatto che dopo 50 anni tutti rispettino De Gasperi - ha detto Andreotti - è perchè ha lavorato sempre con idee chiare e con un senso del confronto tra gli impulsi diversi che ci sono sempre stati nella nostra storia politica, nella nostra cultura e nella stessa maniera di essere o meno religiosi». «Forse - ha spiegato Andreotti - non tutti compresero allora il significato del suo frequente richiamo al metodo democratico. Pesava in lui il terribile ricordo dello sgretolamento delle istituzioni, avvenuto ad opera del fascismo che, rispondendo in modo manicheo ad una obiettiva esigenza d'ordine, aveva soffocato sul nascere il modello sturziano di una nuova democrazia, introdotto con il superamento dei signori della politica e l'ingresso delle masse popolari». Anche il presidente della regione Lombardia Roberto Formigoni trova «azzardato» attribuirlo come «come padre o nonno di pianticelle un pò rachitiche quali l'Ulivo». Formigoni ha partecipato con il senatore a vita Giulio Andreotti all'inaugurazione della mostra itinerante su Alcide De Gasperi, nel 50/esimo anniversario della morte. «Oggi - ha detto Formigoni - se lo contendono in molti. Credo che sarebbe il caso di ristudiare quello che è stato il suo grandissimo lascito, senza pretendere di tirargli la giacchetta da una parte o dall'altra». «De Gasperi - ha concluso Formigoni - è stato uno degli artefici dell'unità nazionale ed è stato l'uomo che ha saputo espellere dal governo il Pci e il Psi senza per questo minarla».