«STORICO» INCONTRO A PALAZZO KOCH

L'incontro si è svolto al termine della manifestazione organizzata dall'Intesa per la tutela del risparmio «sempre più a rischio» dopo gli ultimi crac finanziari, dai bond Argentini fino a Cirio e Parmalat, che hanno coinvolto «circa 800 mila famiglie» da ottobre 2001 fino ad oggi. L'incontro con i vertici di Bankitalia, spiega il presidente dell'Adusbef, Elio Lannutti, «è stato duro da parte nostra, ma alla fine costruttivo». Purtroppo, sottolinea, «se ci avessero ascoltato prima, invece di riceverci con delle manganellate come è successo in occasione dell'Assemblea di Banca d'Italia lo scorso 31 maggio 2003, allora si sarebbero potuto evitare alcune delle conseguenze del crack Parmalat». I quattro dirigenti dell'Intesa, Carlo Pileri, Elio Lannutti, Carlo Rienzi e Rosario Trefiletti hanno chiesto a Banca d'Italia «di fare un passo indietro». Prima fra tutte le richieste, «l'apertura di un'indagine straordinaria sui bond emessi negli ultimi cinque anni, finalizzata a ridare fiducia ai risparmiatori». Banca d'Italia, riferiscono i consumatori, ha poi accettato di avviare un pressing sulle banche per valutare la possibilità di rimborsare gli investitori danneggiati. «Abbiamo fatto pressione affinchè vengano effettuati i rimborsi e abbiamo chiesto che Banca d'Italia vigili al risarcimento del risparmio tradito» dice Lannutti». Il rappresentante della Banca d'Italia ha apprezzato le proposte dell'Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori. «Anche se con un linguaggio paludato abbiamo avuto segnali importanti» spiega Lannutti, sottolineando però che, «oltre alle parole, attendiamo i fatti». L'Intesa dei consumatori, nonostante la mancanza di fiducia dei risparmiatori nei rapporti con le banche è disponibile a fare la sua parte. «Siamo disponibili a fare la nostra parte se le banche fanno la loro, realizzando accantonamenti nei bilanci per risarcire i risparmiatori traditi», aggiunge Lannutti, che rileva come «la strada maestra» sia stata intrapresa dalla Banca Monte dei Paschi di Siena, «che ha scelto la conciliazione con l'Intesa dei consumatori». Oltre a Mps, «bene» anche Capitalia, mentre da Unicredit, almeno per ora, «c'è molto fumo e poco arrosto». Ma la protesta dell'Intesa dei consumatori, culminata con la manifestazione davanti alla sede di Banca d'Italia con un sottofondo di musica argentica, scatole di pelati Cirio e buste di latte Parmalat al collo non è finita. Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori hanno avviato ieri una serie di iniziative per tutelare i risparmiatori. Prima fra tutte, presso la Procura della Repubblica di Milano, hanno depositato la nomina di parte offesa delle quattro associazioni, in cui si contestano gravi reati come la truffa, l'aggiotaggio, la gestione infedele di patrimonio, l'appropriazione indebita, falsa certificazione e centinaia di atti con i quali i risparmiatori hanno dato mandato per essere assistiti, con la richiesta risarcitoria. L'Intesa intende poi chiedere il sequestro cautelativo dei capitali delle banche coinvolte nello scandalo Parmalat al fine di garantire eventuali azioni risarcitorie degli investitori malconsigliati e delle società di revisione Grant Thornton e Deloitte & Touche. L'Intesa avvierà inoltre una campagna di boicottaggio contro gli istituti di credito che non intendono elargire i rimborsi ai risparmiatori per i crack Cirio e Argentina e per le obbligazioni Parmalat, attraverso la disdetta dei conti correnti, aperti dai consumatori con le stesse banche.