Nella Cdl: Fini un eccellente ufficiale della guardia e Bossi ardito e specialista minatore Il posto di Casini è nella Sanità

Di Francesco Cossiga è nota la passione viscerale per le stellette, per le lezioni della storia e le espressioni della scienza militare. «Non si può essere bravi politici se non si è stati o non si posseggono le qualità di un grande militare - sostiene subito - anche perché la strategia militare è la più utile applicazione del mezzo al fine. E puntualizza: «Ci sono almeno tre grandi esempi di politici-militari eccelsi: Giulio Cesare, Winston Churchill e Jozif Stalin». Manca Charles de Gaulle, e anche Dwight Eisenhower, ma forse non è un caso. E comunque sono personaggi del passato. Nell'Italia di oggi? Berlusconi che generale sarebbe? «Generale? Al massimo un ufficiale di commissariato, o dell'amministrazione». Dove sono i generali da battaglia? «Ce n'è uno solo: Bertinotti». E Prodi? Il centrosinistra lo invoca affinché scenda in campo, confidando che abbia un piano per vincere. «Prodi può essere un ufficiale di stato maggiore, che decide di fare la guerra quando altri già l'hanno vinta per lui. Diciamo che è un collettore di vittorie a posteriori». Chi le disegna invece a tavolino? «Massimo D'Alema è un grande tattico, ma un silenzioso stratega a lungo termine è Walter Veltroni. Sarà lui la sorpresa del 2006». Nella Casa delle libertà? «Fini può essere un eccellente ufficiale della guardia. Se fosse di Torino, lo vedrei come archibugiere delle porte. Bossi è un ardito, o comunque uno dei reparti d'assalto, nella specialità dei minatori. Casini potrebbe stare nella sanità, ma non so se come medico o come infermiere». Il granatiere di Sardegna Francesco Cossiga? «Per me ritaglio un ruolo di ufficiale di Stato maggiore, nel nucleo pensante accanto al comandante. Anzi, mi piacerebbe ci fosse anche Giulio Andreotti. Lui ha esperienza, perché come grande comandante ha avuto De Gasperi». Neanche una presenza femminile, ora che l'esercito si è aperto anche alle donne? «Come no! A Rosy Bindi starebbe bene il ruolo di commissario politico. Dell'Armata Rossa, ovvio. Alessandra Mussolini la vedrei come vivandiera dell'Armée napoleonica». Quel che Cossiga non riesce a veder bene è il quadro politico dei due schieramenti. Cosa sono oggi il centro-destra e il centro-sinistra? «Mi ritengo un presuntuoso intellettuale che ha la pretesa di capire tutto, ma di fronte a una definizione dei due poli e delle loro differenze devo arrendermi: sono entità ectoplasmatiche». Il termine ectoplasma evoca in qualche modo la tv e l'immagine attraverso i mezzi di comunicazione. Il Cossiga esternatore e picconatore con i media costruì una svolta nella politica italiana. «Non avevo un partito dietro né masse reali come Berlusconi adesso. Quando Berlusconi parla, sa a priori che milioni di persone la penseranno come lui; anzi, che già lo pensano prima lui parli. Ai miei tempi dovevo "bucare" il video, per farmi ascoltare. E diciamolo pure: la noia del Quirinale era tale che qualche casto divertimento dovevo pur trovarlo. Cerco il divertimento in tutto quel che faccio. Adesso, infatti, faccio il giornalista, perché mi diverte». Si divertiva a picconare? «Il termine di picconatore è sbagliato. Io dicevo che c'erano crepe nel muro. Poi c'è stato il crollo che ha travolto la Dc e altri partiti. La Prima Repubblica si poteva salvare trasformandola, la Dc no». Il grande crollo dell'attualità è quello della Parmalat, e la crepa ha ingoiato i risparmiatori. Se i nipoti le domandassero di spiegare cos'è successo con la Parmalat cosa direbbe? «Non ho nipoti». E se comunque glielo chiedesse qualcun altro? Si ferma, per la prima volta, a rimuginare. Poi saetta: «Spiegherei che anche in economia esistono i buchi neri». Magari affogati in un mare bianco di latte. Ma questo non lo dice. Preferisce farlo con un sorrisetto furbo, ça va sans dire.