Cattaneo all'Annunziata: da te esigo rispetto

La lettera comincia con «Cara presidente», ma poi respinge punto per punto tutte le accuse dell'Annunziata. Nessuna «volontà censoria» per l'Elmo di Scipio, (la trasmissione di Deaglio accusata di aver attaccato il premier senza contraddittorio) solo esigenze di «informazione equilibrata». Il controllo dei programmi è soprattutto «un dovere» del dg, mentre un presidente «che attacca i propri programmi non fa un servizio alla propria azienda» che non è «un soggetto politico». Insomma, Flavio Cattaneo nelle due paginette, replica all'affondo del presidente nei suoi confronti senza dimenticare nulla. «Ognuno ha il suo carattere -scrive all'Annunziata, invitandola a portare le sue proposte nel Cda- ma non si deve mai offendere. Io non l'ho mai fatto nei suoi confronti, rispetto il suo ruolo e le chiedo umilmente di rispettare il mio». E sottolinea ancora l'esistenza di «regole». «Fino a quando ricoprirò questo ruolo l'equilibrio e la mia coscienza saranno il mio faro senza esasperazioni e atteggiamenti da capopolo», dice Cattaneo alludendo evidentemente al modo di fare della presidente. «Non è stata mai mia intenzione - si legge ancora - chiudere il programma L'Elmo di Scipio. Al massimo si potrebbe intervenire per garantire un più completo pluralismo». Magari con un'altra puntata riparatrice. Nella conlusione Cattaneo sottolinea ancora che «risponde unicamente alle decisione del CdA» e con questo spazza via ogni dubbio: la presidente polemizzi di meno e faccia proposte in Consiglio. Lo scontro al vertice della Rai scuote il pomeriggio festivo e scatena i parlamentari delle opposte fazioni. L'opposizione chiede le dimissioni di SuperCattaneo, la maggioranza lo loda. Paolo Romani di FI trova «che la presidente della Rai farebbe bene a rispettare compiti, funzioni e prerogative distinte dei vertici aziendali». L'on. Giorgio Lainati, capogruppo di Fi in Vigilanza, considera «quanto mai opportune e doverose» le parole del direttore generale». «Cattaneo è bravo, vada avanti», dice il vRoberto Calderoli, mentre Gianni dell'Udc afferma che «questa volta il direttore generale della Rai ha ragione: la par condicio deve valere per tutti». Ignazio La Russa risponde invece al Pecoraro Scanio che chiede le dimissioni di Cattaneo parlando di «sindrome bulgara»: «La sinistra si rassegni, non esiste più uno Zaccaria che portava in dono posizioni di privilegio ingiustificate e qualche volta addirittura scandalose». Ma ad attaccare Cattaneo è anche il Cdr del Tg3, insieme all'Usigrai, che lo chiama «il dg più asservito della storia». Giu.Cer.