L'Ulivo diviso, Pdci per ritiro

Nel giorno in cui Berlusconi da Varsavia conferma che la posizione dell'Italia sull'Iraq «non cambia», i Ds con D'Alema e Fassino chiedono «una svolta» che vada oltre l'applicazione della risoluzione Onu, mentre il Pdci presenta la mozione che chiede un rientro dei soldati; e oggi la sinistra dell'Ulivo aderisce alle manifestazioni organizzate in tutta Italia dai movimenti pacifisti. «Le responsabilità di Berlusconi - attacca il leader del Pdci, Diliberto - sono inaudite. Oggi in tutta Italia ci saranno manifestazioni per la pace e i militanti del mio partito continueranno la raccolta di firme per il ritiro dei nostri militari dall'Iraq». Malgrado ciò i più ottimisti sembrano proprio i Verdi che, con Pecoraro Scanio, si dicono convinti che «le posizioni per quanto variegate si avvicinano»; questo in sintonia con il leader della Margherita, Rutelli che, al termine del vertice, si dice convinto che alla fine si troverà «una sintesi». Bertinotti definisce «scontata» la divisione del centrosinistra sul ritiro delle truppe e preferisce sottolineare il valore dell'intesa trovata sulla mobilitazione per la «Pace a Gerusalemme», che recepisce la piattaforma di pace che verrà presentata a Ginevra. Ma ciò non impedisce ad Achille Occhetto di sottolineare le contraddizioni: «Il Centrosinistra deve dunque trovare l'unità». E Pecoraro Scanio entra nel merito: «Chi, come noi, era partito chiedendo il ritiro totale dall'Iraq, oggi si dice a favore della sostituzione dei soldati con truppe dell'Onu e della Lega Araba. Altri sanno che non si può dire solamente restiamo, perchè sarebbe una follia...». «Occorre una svolta - chiarisce D'Alema - che passa attraverso una piena ed effettiva presa di responsabilità dell' Onu».