C'È un nuovo testimone d'accusa nell'indagine sulla vendita di Telekom Serbia e il centrosinistra si fa ancora più cattivo.

Sale dunque la tensione, tanto che ironicamente l'ex pm Antonio Di Pietro, rivolgendo all'Ulivo, commenta: «Ma se non abbiamo nulla da temere perché usciamo dalla commissione». Ma procediamo con ordine in questa giornata vissuta ad alta tensione. Nuovo accusatore. Spunta un nuovo teste d'accusa nell'inchiesta Telekom Serbia. A rivelarlo è il Giornale. Si chiama Antonio Volpe e ha consegnato alla Commissione fascicoli di documenti «che conterebbero preziose indicazioni sulle tangenti. E fornirebbero riscontri alla testimonianza di Igor Marini sui presunti pagamenti a Prodi, Fassino e Dini». Prodi non risponde ma protesta. «Se sperano di trascinare la faccenda fino alle elezioni, sbagliano i loro calcoli. Manca ancora tanto, troppo, al voto. Dovranno tirare fuori qualcosa di concreto. E sarà lì, allora, che cascherà tutto, perché non hanno niente in mano. E noi non staremo a guardare, reagiremo, non starò nel mirino...», dichiara stizzoso il presidente della Commissione Ue e leader dell'Ulivo. Perché vale Buscetta e Marini no? La domanda è posta dal presidente dell'organismo d'inchiesta, Enzo Trantino (An). Che spiega: «L'esigenza di ascoltare Prodi nasce dal fatto che era capo del governo all'epoca in cui fu negoziato l'affare. Rappresentava al massimo grado le istituzioni e un manager da tutti considerato vicino a lui, Tommaso di Vignano, presiedeva Telecom Italia. Abbiamo testimonianze di manager importanti che hanno definito l'affare "almeno pessimo". In più 14 telegrammi di Bascone, ambasciatore a Belgrado nel giugno '97, e il racconto di un diplomatico a capo della segretaria di Fassino, sottosegretario con delega ai Balcani. Sinistra all'attacco. Parole che fanno infuriare l'opposizione. «Sono stupito e amareggiato per le dichiarazioni rilasciate dal presidente Trantino» afferma Lamberto Dini. Il deputato della Margherita Giuseppe Fioroni chiede le dimissioni di Enzo Trantino dalla presidenza della commissione Telekom Serbia. «Oltre a non essersi dimostrato un presidente super partes - sottolinea l'esponente della Margherita - Trantino, a quanto si dice, avrebbe scelto come consulente della commissione un magistrato siciliano suo parente. Se fosse vero, saremmo al grottesco, e Trantino dovrebbe dimettersi immediatamente».