IL PREMIER ESPRIME RINCRESCIMENTO AL PRESIDENTE DELL'EUROPARLAMENTO

Da venerdì i collaboratori di Cox e di Berlusconi preparavano il «chiarimento» telefonico. Ieri, alle 16,15, la telefonata è iniziata. Berlusconi, ha riferito la presidenza del Parlamento Ue, ha espresso «rincrescimento» per l' incidente, e Cox ha potuto dichiarare «chiuso definitivamente» il caso, ribadendo inoltre di auspicare il successo della presidenza italiana. La telefonata si è svolta, ha detto il portavoce di Cox, David Harley, in un'«atmosfera responsabile». Subito dopo, in una dichiarazione, la presidenza del Parlamento Ue ha affermato che, parlando con Cox, Berlusconi «ha espresso il suo rincrescimento» per aver usato «certe espressioni e certi paragoni che hanno urtato la sensibilità dei membri del Parlamento europeo» e «ha aggiunto che le sue intenzioni possono essere state male interpretate e che in nessuna maniera ha mai avuto l'intenzione di offendere». Il «chiarimento» anche con l'Europarlamento era stato chiesto alla fine della settimana scorsa da Cox dopo la telefonata analoga di giovedì sera fra Berlusconi e il cancelliere tedesco, Gerhard Schroeder. «L'incidente si è svolto a Strasburgo, e non a Berlino, fra il Parlamento europeo e il presidente del Consiglio europeo», aveva sottolineato un portavoce. Il chiarimento definitivo dovrebbe consentire lo svolgimento normale della cooperazione istituzionale fra presidenza italiana e Europarlamento. L'assemblea Ue conta in particolare sulla presidenza italiana per essere associata strettamente ai lavori della Conferenza intergovernativa di Roma, che dovrà adottare la prima Costituzione europea. La presidenza italiana ha bisogno della cooperazione l'assemblea Ue per raggiungere i traguardi, soprattutto sul piano legislativo, che si è fissata. L' archiviazione dell'incidente dovrebbe anche ridurre il rischio di una «guerriglia» parlamentare da parte di esponenti della sinistra, italiana e europea, durante il semestre. Ancora ieri mattina in commissione Cultura, prima dell'intervento del ministro dell'Educazione, Letizia Moratti, c'è stata una contestazione del Ds, Gianni Vattimo. L'eurodeputato ha chiesto, ma non ottenuto, di «sospendere l'audizione della signora Moratti, in attesa che i normali rapporti tra la presidenza del Consiglio e il Parlamento siano ristabiliti». Ma mentre si stempera la polemica sull'incidente di Strasburgo, rimane forte l'attenzione sul «caso Stefani». A Bruxelles due ministri italiani hanno preso le distanze dal sottosegretario leghista al Turismo, Stefano Stefani, per le sue parole sulla Germania e sui tedeschi. Sono dichiarazioni fatte a titolo personale che «personalmente non condivido», ha commentato il ministro leghista del Welfare, Roberto Maroni. Rocco Buttiglione ha parlato di «sciocchezze».