Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Gran Bretagna e Danimarca: campi di transito per i rifugiati

default_image

  • a
  • a
  • a

Tuttavia, anche se i capi di Stato e di governo dell'Unione hanno detto «no» alla proposta britannica per creare «campi di transito» in Paesi terzi per tenervi coloro che tentano di immigrare illegalmente o richiedenti asilo, i governi britannico e danese potrebbero testare da soli questa strategia, ha annunciato il premier danese, Andres Fogh Rasmussen. Anche su insistenza dell'Italia, il documento finale prevede adeguati stanziamenti per finanziare le nuove strategie. La nuova filosofia che muove i primi passi è ben riassunta nel cappello del capitolo sull'immigrazione contenuto nelle conclusioni: «Dal momento che l'immigrazione figura nei primi ranghi delle sue priorità politiche, l'Ue ha chiaramente bisogno di una politica più strutturata, che copra tutto il ventaglio delle relazioni con i Paesi terzi, compresa la conclusione rapida di accordi di riammissione con i Paesi terzi d'origine principali, oltre che il rafforzamento della cooperazione con questi Paesi. Si tratterà di un processo a doppio senso, volto a combattere l'immigrazione illegale e a ricercare strade per la migrazione legale». «A questo proposito - prosegue il testo - la questione dell'integrazione armoniosa degli immigrati legali nelle società della Ue dovrà parimenti essere studiata più approfonditamente. Inoltre, le risorse finanziarie delle quali disponiamo per gli anni 2004-2006 dovranno essere esaminate nel dettaglio. Tenuto conto delle necessità di una disciplina di bilancio, le prospettive finanziarie per il dopo 2006 dovranno riflettere questa priorità». La Commissione Ue ha già stanziato 140 milioni di euro (nell'arco 2004-2006) per la lotta all'immigrazione clandestina, più 250 milioni per la cooperazione con i paesi terzi, in particolare per quel che riguarda le politiche di riammissione. L'Italia punta a stanziamenti più alti, ma considera questo «un buon inizio» e ha ottenuto impegni per un aumento di fondi dopo il 2006. Soddisfazione anche dalla presidenza di turno greca dell'Ue: il premier Costas Simitis ha notato come «passo dopo passo stiamo arrivando ad una politica comune sull'immigrazione».

Dai blog