«NO» ALLE «ALTERNATIVE FALLACI»

Appello chiaro e forte quello lanciato ieri da Giovanni Paolo II sulla «situazione della famiglia in Europa, che attraversa momenti difficili». Il Pontefice, ricevendo ieri in Vaticano, i partecipanti al convegno dei presidenti delle Commissioni episcopali europee per la famiglia e per la vita, ha chiesto «ai responsabili dei popoli e ai legislatori», di assumere appieno i loro «impegni a difesa della famiglia e favoriscano la cultura della vita». L'identità della famiglia è dunque in pericolo e i governi devono intervenire in sua difesa. Papa Wojtyla lo aveva già detto qualche giorno fa in Croazia. E ieri lo ha ripetuto nuovamente. Il Papa ha messo in guardia sul fatto che «oggi è l'identità propria della famiglia a essere sottoposta a minacce disumanizzanti». Il Pontefice, infatti, ha fatto notare che «vanno sorgendo un po' dappertutto nel mondo alternative fallaci, che non riconoscono la famiglia come un bene prezioso e necessario per il tessuto sociale». Ma è soprattutto all'Europa che è andato il pensiero di Giovanni Paolo. «Nelle attuali società dell'Europa - ha commentato - emergono tendenze che non soltanto non contribuiscono a difendere questa fondamentale istituzione umana, qual è appunto la famiglia; ma la osteggiano, rendendone più fragile la coesione interiore» e «diffondono mentalità favorevoli al divorzio, alla contraccezione e all'aborto, negando di fatto l'autentico sentimento dell'amore e attentando in definitiva alla vita umana, non riconoscendo il pieno diritto alla vita dell'essere umano». Infatti, «numerosi sono certamente gli attacchi contro la famiglia e la vita umana, di una certa cultura contemporanea edonista e materialista» che per il Santo Padre richiedono come risposta «interventi legislativi e opportuni incentivi», anche per «frenare l'avanzata dell'inverno demografico, maggiormente avvertito in Europa». D'altronde i dati emersi in questi giorni, in occasione del Convegno della diocesi di Roma proprio sulla famiglia, parlano chiaro. La frequenza annua di eventi nuziali, che superava gli 8 matrimoni per ogni 1000 abitanti nei primissimi anni '60, si è ridotta progressivamente sino a scendere a 4,8 nei dati più recenti. Anche il rapporto tra matrimoni civili e religiosi fa registrare un'inversione di tendenza rispetto a qualche decennio fa: i matrimoni civili aumentano (siamo passati dal 16,8 % nel 90 al 23% del 99) e diminuiscono invece quelli religiosi. Aumentano separazioni e divorzi: le separazioni passano da 44.920 nel 1990 a 62.737 nel 1998 e i divorzi da 27.682 nel 1990 a 33.510 nel 1998. Vanno male le nascite. Dopo il «baby boom» degli anni 60, le nascite sono diminuite drasticamente, con un dimezzamento dei valori che passano da 2,7 figli per donna nel 1964 1,2 figli per donna. D.M.