Opposizione concentrata sugli attacchi al premier

Il leader dei Ds Fassino utilizza buona parte del repertorio, criticando il premier sotto tutti gli aspetti. «Berlusconi cerca di darsi coraggio facendo la voce grossa», dice parlando da Berlino dove si trova per il 140° anniversario della Spd, e aggiunge: «Penso che le parole di Silvio Berlusconi siano quelle di un uomo che ha perso lucidità e manifestano uno stato d'animo disperato». Quindi dice che c'è un «bilancio catastrofico» in economia, che «non c'è un punto della politica estera italiana a non essere stato buttato al vento da Berlusconi senza fare un dibattito in Parlamento», che «Berlusconi è privo di cultura politica, non ha senso dello Stato e crede di surrogare tutto con la tecnica della pubblicità». Dal canto suo l'ex leader dei Ds ed ex premier D'Alema preconizza: «Il centro sinistra vincerà largamente le elezioni». Il leader della Margherita Rutelli, invece, sceglie di seguire il metodo della moderazione. «A queste polemiche ed asprezze continue noi - dice - contrapponiamo passione, serenità, rispetto per la nostra casa comune che è l'Italia». Poi però passa subito anche lui a sparare sul premier dicendo che «egli svolge a Roma il suo secondo lavoro, la politica, mentre il primo lavoro sono gli affari suoi». Domenica e lunedì però, prosegue, «il popolo italiano ha capito che si vota per le città e le province ma anche per dare un segnale politico di scontentezza verso un governo che è stato due anni al potere senza realizzare gli impegni presi, perseguendo una linea di polemica esasperata, di attacco alle opposizioni, di rifiuto del dialogo e di vittimismo». Anche Alfonso Pecoraro Scanio, presidente dei Verdi, punta sull'attacco: «Berlusconi è l'ultimo stalinista perché - dice - usa la calunnia e le commissioni politiche, imbavaglia la magistratura, l'informazione e la critica». Enrico Boselli, leader dello Sdi, aggiunge dal canto suo che «a Berlusconi, come è evidente, sono saltati i nervi. Appare terrorizzato per le inchieste giudiziarie che lo riguardano». «Mostra - aggiunge - di essere in uno stato emotivo che preoccupa per la funzione che esercita come capo del governo e ancor più per il modo in cui si appresta a gestire il semestre europeo». Continua invece nel discorso del movimentismo il leader del Prc Fausto Bertinotti. «Il vento del movimento per la pace - afferma - ha finalmente spirato anche in questa coalizione di sinistra e dunque si può pensare davvero a un successo contro le destre».