Finanziamento dei partiti europei An e Lega rischiano l'esclusione

Ieri la Commissione costituzionale del Parlamento europeo ha votato un rapporto sullo Statuto e il finanziamento (a fondo perduto) dei partiti politici europei che, se approvato, porterà 7 milioni di euro nelle casse delle formazioni politiche continentali, ma non ai partiti politici non affiliati alle grandi internazionali come quella socialista. Quindi Alleanza nazionale e la Lega ne resterebbero fuori. Un capolavoro dal punto di vista giuridico che ha visto a favore Socialisti (Pse), i liberali (Eldr), i comunisti (Gue) e Verdi. I Popolari europei hanno mantenuto una posizione più prudente. La normativa entrerebbe in vigore dall'inizio della prossima legislatura e la Commissione esecutiva dell'Unione europea sarà determinante, come ente erogatore, nello stabilire la concessione del nuovo sistema di finanziamento. In passato la Corte di giustizia europea aveva criticato la prassi di finanziamento trasversale dei partiti europei dal bilancio dei gruppi politici del Parlamento europeo (relazione speciale 13/2000 Guc 28/6/2000). Dopo le modifiche contenute nel trattato di Nizza che consentono di prendere decisioni a maggioranza qualificata (articolo 191, paragrafo 2), la Commissione europea ha presentato una proposta che recepisce i tentativi di stabilire un sistema di finanziamento per i partiti politici europei. Ma il Parlamento europeo non ha gradito il modo in cui la Commissione ha presentato il progetto di relazione. Secondo il relatore, «il progetto di regolamento crea false aspettative definendosi un regolamento "sullo statuto ed il finanziamento dei partiti politici europei", mentre in effetti propone semplicemente un modo di amministrare il finanziamento die partiti politici europei dal bilancio della Comunità». Già, perché la Commissione non ha pronto uno statuto dei partiti politici europei, mentre si propone di dare i soldi a questi partiti e forse potrebbe farlo addirittura prima di votare lo statuto dei deputati europei che introduce l'immunità degli europarlamentari sul modello del vecchio articolo 68 della Costituzione italiana. Per quanto riguarda le responsabilità dei finanziamenti, è stato lo stesso relatore a chiedere «che la responsabilità di gestire le risorse finanziarie sia della Commissione, in modo da evitare l'impressione che i partiti già rappresentati nel Parlamento europeo possano esercitare un controllo sull'accesso al finanziamento».