Telekom Serbia, Marini tiene duro

I magistrati torinesi sono andati ieri in Svizzera per interrogare per rogatoria il faccendiere italiano che avrebbe rivelato l'esistenza di presunte tangenti destinate a Prodi, Dini e Fassino per l'affare con la Serbia. E il «pentito», messo sotto torchio per sette ore, avrebbe ribadito tutte le accuse ai politici. Di più. Davanti ai pm torinesi, secondo il suo legale, avrebbe fatto nomi e cognomi mentre nell'audizione alla Commissione parlamentare si era limitato ai soprannomi: Mortadella, Cicogna e Ranocchio. Il tempo stringe, il procuratore capo Marcello Maddalena e l'aggiunto Bruno Tinti hanno solo 48 ore per chiudere l'inchiesta sulle corruzioni nel caso Telekom Serbia. Per questo si sono precipitati in Svizzera. Ma anche la Commissione parlamentare, dopo la lettura delle prime carte arrivate d'Oltralpe, ha urgenza di approfondire le dichiarazioni del «pentito» al centro di un giro d'affari poco chiari, indagato in Italia e arrestato in Svizzera per riciclaggio. E domani, mentre la tensione tra Casa delle libertà e Ulivo rimane altissima, la Commissione deciderà sull'invio di una delegazione a Berna per ascoltare di nuovo il procuratore finanziario. L'obiettivo della trasferta Oltralpe lo ha spiegato il presidente della Commissione, Enzo Trantino (An), replicando a Violante, presidente dei deputati Ds, che aveva accusato la Casa delle libertà di «usare le commissioni per colpire l'opposizione» e definito «torbida» l'intera vicenda. «Noi cerchiamo riscontri, non facciamo processi sommari», ha detto risentito l'esponente di Alleanza nazionale. E si è stupito che l'esponente dei Ds ora metta in dubbio le accuse di Marino quando come presidente dell'Antimafia ascoltò Buscetta. «Sono non poco sorpreso - ha detto polemicamente Trantino - dell'abiura ai pentiti da parte di chi, come Violante, ne ha fatto un mito. A meno che - ha proseguito - i pentiti funzionano quando i bersagli si chiamano Andreotti e Dell'Utri, e che invece sono da buttare quando disturbano altri soggetti vicini o protetti dalle simpatie di Violante». Ieri, intanto i due magistrati di Torino hanno interrogato a lungo Marini a Berna, sperando di conoscere tutta la verità. Sembra intanto ci sia stata una schiarita nei rapporti tra Italia e Svizzera dopo l'«incidente» della trasferta dei rappresentanti della Commissione Giovanni Kessler e Enrico Nan a Lugano. E le autorità federali elvetiche probabilmente rinunceranno ad un procedimento penale contro i due deputati, di Ds e Forza Italia, accusati della violazione della sovranità svizzera.