Castelli: «Non ci saranno ripercussioni politiche»

Nel centrosinistra accenti diversi, tutti comunque contro il deputato azzurro. La sentenza di Milano conferma la persecuzione nei confronti di Cesare Previti e la politicizzazione di alcuni settori della magistratura. Sono passati pochi minuti dalla sentenza che Silvio Berlusconi, da presidente di Forza Italia, si schiera al fianco di Cesare Previti e contro i giudici milanesi. «Già prima di questa sentenza - afferma il premier - la persecuzione politico-giudiziaria nei confronti dell'onorevole Previti era stata certificata da un voto del precedente Parlamento, a maggioranza di sinistra. La condanna odierna non fa che confermare questa persecuzione già resa evidente dalle vicende dell'inchiesta, delle indagini preliminari e dall'intero processo. La politicizzazione di certa magistratura, volta a condizionare la nostra vita politica, è un problema che dovrà essere risolto per il bene del Paese, delle sue istituzioni, dei cittadini italiani. All'onorevole Previti va la solidarietà mia personale e di Forza Italia». «Purtroppo tutto come era nelle previsioni. Quella nei confronti dI Previti era una sentenza di condanna già scritta da tempo», afferma Antonio Leone, vicepresidente dei deputati di Fi. Anche gli alleati, seppure con toni più sfumati, criticano la sentenza definendola «scontata» ed «annunciata». Per Ignazio La Russa, capogruppo di An alla Camera, «è una sentenza secondo previsioni». «Lo dico - precisa - con rispetto per la magistratura, ma era una sentenza ormai scritta. Ora spero che per la sinistra il cittadino Previti non faccia eccezione di fronte alla Costituzione che prevede l'innocenza fino a sentenza definitiva». Anche il centrista D'Onofrio sottolinea che il pronunciamento dei giudici milanesi era atteso, e consiglia: «Ora aspetterei sereno l'appello». Per il ministro Castelli non ci saranno ripercussioni politiche. Nel centrosinistra non si commenta la sentenza nel merito, ma vengono espressi duri giudizi politici su Previti. Anna Finocchiaro, responsabile giustizia dei Ds, conferma che il giudizio politico su Previti è molto severo e ritiene che «i suoi comportamenti siano assolutamente incompatibili con il ruolo istituzionale che ricopre». Giorgio Fanfani, responsabile Giustizia della Margherita, invita tutti a non strumentalizzare la decisione dei giudici: «Altrimenti - afferma - dovrebbe intervenire il Capo dello Stato per ristabilire l'equilibrio tra i poteri». Prudente Fausto Bertinotti, per il quale i politici devono restare distanti dalle sentenze anche perchè «bisogna avere una conoscenza del processo che ovviamente non si ha». Dispiaciuto sul piano umano Clemente Mastella il quale invita a non aprire «guerre di religione». In linea con Mastella anche Pecoraro Scanio il quale spera che si eviti la rissa e invita Previti a seguire l'esempio di Andreotti. «Le reazioni del centrodestra alla sentenza di primo grado di condanna per Previti sono inaccettabili e rafforzano una campagna strumentale tesa a delegittimare la giustizia e ad attaccare l'autonomia e l'indipendenza della magistratura» afferma il deputato verde Paolo Cento, vicepresidente della Commissione Giustizia della Camera.