Sì al patteggiamento allargato, è polemica L'opposizione all'attacco: «È una legge salva potenti». La maggioranza: «Accuse strumentali»

La Camera dà il via libera alla legge sul patteggiamento allargato (che torna al Senato per il sì definitivo). Ed è di nuovo guerra tra maggioranza e opposizione. Il provvedimento approvato prevede l'estensione del patteggiamento ai reati per i quali sono previste pene fino a cinque anni. La normativa attuale limita invece il ricorso ai reati con pene fino a due anni. Protesta l'opposizione che in mattinata era riuscita a far saltare il numero legale. Pierluigi Mantini (Margherita) ricorda: «Abbiamo positivamente contribuito all'estensione del patteggiamento della pena sino a cinque anni, ritenendo tale misura un mezzo utile per l'efficienza della giustizia penale; tuttavia non possiamo accettare gli stravolgimenti di sistema inseriti dalla maggioranza al solo scopo di favorire gli imputati eccellenti». Il testo «contiene numerose disposizioni bizzarre, che rischiano, se non opportunamente modificate, di rendere la norma disancorata dai principi che governano il sistema processuale penale», aggiunge Vincenzo Siniscalchi (Ds). Più duro Paolo Cento (Verdi): «Ancora una volta il conflitto d'interessi sulla giustizia del governo e di parlamentari del centrodestra rende inopportuna e inaccettabile anche una riforma condivisibile come il patteggiamento allargato». Ma Anna Finocchiaro (Ds) la pensa diversamente: «Non ho difficoltà a riconoscere che non ci sia alcun automatismo fra questa legge e il processo in cui è imputato Previti, ma qui siamo in presenza di una strategia complessa, fatta di tempi, di dilazioni che autorizza qualsiasi sospetto». La maggioranza fa quadrato: «L'atteggiamento del centrosinistra è specioso e strumentale. Infatti, dopo averlo votato alla Camera in prima lettura e aver contribuito a modificarlo in Senato, oggi si arrocca su posizioni intransigenti quanto pretestuose», dichiara Luigi Vitali (Forza Italia). Dello stesso avviso Sergio Cola (An): «Il dibattito sul patteggiamento allargato rivelano ancora una volta quanto siano strumentali le accuse della sinistra e dei Ds in particolare sulle proposte per rendere più giusto il processo nel nostro Paese». Il testo approvato, oltre a prevedere l'applicabilità del patteggiamento per i reati per i quali può essere comminata una pena fino a cinque anni di reclusione (invece dei due attuali), prevede l'aumento dei limiti di pena che consentono al giudice di ricorrere a sanzioni sostitutive, che possono essere applicate anche dalla Corte di Cassazione per i procedimenti in corso. Inoltre sarà possibile sospendere il processo per 45 giorni quando l'imputato ritiene di dover valutare l'ipotesi di chiedere il patteggiamento. Si può ricorrere al patteggiamento chiedendo l'applicazione di una sanzione sostitutiva, di una pena pecuniaria, diminuita fino ad un terzo, o di una pena detentiva, quando questa, tenuto conto delle circostanze e diminuita fino ad un terzo non superi i cinque anni soli o congiunti a pena pecuniaria. Restano fuori dal patteggiamento i reati gravi: dall'associazione di stampo mafioso al sequestro di persona, dal traffico di droga ai delinquenti abituali, professionali, recidivi. Il testo approvato, inoltre, prevede la possibilità per il giudice di applicare una serie di sanzioni sostitutive al posto della detenzione quando ricorrano particolari circostanze: la semidetenzione può sostituire la pena che non superi i due anni; la libertà controllata la reclusione che non superi un anno; la pena pecuniaria la pena detentiva entro i sei mesi. C'è poi la parte che l'opposizione ha chiamato salva-Bossi. Riguarda le sanzioni sostitutive che possono essere applicate anche dalla Cassazione per i procedimenti in corso. Norma che, secondo il centrosinistra, se approvata eviterebbe il carcere al leader della Lega se una sua condanna dovesse essere confermata. La parte sotto accusa perché sarebbe su misura per Cesare Previti riguarda invece la sospensione della pena (i 45 giorni per consentire all'imputato d