di CHRIS BONFACE L'ITALIA avrà un ministero rilevante nell'amministrazione provvisoria ...

Negli ultimi giorni ci sono stati infatti continui contatti diplomatici e politici di alto livello fra palazzo Chigi e gli Stati Uniti per definire il possibile ingresso di un tecnico italiano all'interno dell'Orha, l'Office for Reconstruction and Humanitarian Assistance guidato dal generale americano in pensione Jay Garner. L'Ohra che ha il triplice compito di portare aiuti umanitari, guidare la ricostruzione e ricostituire anche l'amministrazione civile in Iraq, per un periodo di almeno tre-sei mesi diventerà di fatto il governo provvisorio del paese sotto tutela alleata. Attualmente l'Ohra ha sede a Kuwait city, ma da martedì i suoi primi 20 tecnici hanno varcato il confine e hanno assunto di fatto il comando civile del porto iracheno di Umm Qasr, la prima cittadina liberata durante questi giorni di guerra. Secondo le intese diplomatiche fin qui raggiunte, l'Ohra sarà composto in maggioranza da americani, in buona parte da inglesi e accoglierà al suo interno due rappresentanti spagnoli e uno italiano. Da palazzo Chigi non è stato ancora indicato alcun nome, ma sembra fin da ora chiaro che a rappresentare l'Italia sarà un tecnico più che un politico. L'identikit che è stato finora solo tratteggiato potrebbe corrispondere al profilo di Guido Bertolaso, il manager che guida la protezione civile italiana e che è molto apprezzato dal presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi. Dal vertice dell'Ohra resteranno invece esclusi gli altri paesi europei, comprese Francia e Germania che hanno assunto un posizione così netta contro l'intervento americano in Iraq. Grazie alla presenza di un suo «ministro provvisorio», l'Italia potrà partecipare direttamente alle scelte sulle modalità di ricostruzione dell'Iraq e quindi anche ai relativi appalti per trovare le imprese più adatte in ciascun settore. Gli altri paesi europei non saranno esclusi dalla torta della ricostruzione, ma dipenderanno dalle decisioni di Usa, Gb, Italia e Spagna.