fuoco "amico"

De Luca scatena lo psicodramma a sinistra. Bonelli: "Ho dovuto spiegare a mia figlia che non porto sfiga"

Valerio Castro

Un "mettimale" e un "portaseccia", o come si dice a Roma un "portasfiga". Nella sua ultima intemerata Vincenzo De Luca, governatore della Campania, prende di mira il co-leader di Alleanza Verdi Sinistra Angelo Bonelli scatenando uno psicodramma tutto interno al campo largo della sinistra. L'esponente del Pd, che spesso e volentieri si comporta da battitore libero, prende spunto dalla foto di Elly Schlein, Giuseppe Conte, Nicola Fratoianni e lo stesso Bonelli e la paragona allo scatto storico di Yalta con Churchill, Roosevelt e Stalin. Poi dal mucchio sposta il mirino su Bonelli definito "portaseccia". "mettimale" e "scampaforca", ancora "uno dei produttori di depressione nazionale".

 

Parole che hanno provocato lo sconcerto e le proteste di verdi e sinistra, e fatto registrare il silenzio imbarazzato della stragrande maggioranza del Pd. Bonelli è intervenuto in serata a Realpolitik, il programma di Tommaso Labate su Rete 4: "Non ho nulla da rispondere, quando c'è la cafonaggine non ci sono parole". Poi il navigato politico ecologista aggiunge: "Ho dovuto spiegare a mia figlia che non ha un papà che porta sfiga, quello di De Luca non era un attacco politico, ma pura cafonaggine". Insomma, un bell'ambientino quello del cosiddetto campo largo sempre più simile a un campo di battaglia caratterizzato dal fuoco amico.