ipocrisia sul woke
Ipocrisia woke, Verderami all'assalto: "Pirateria di Conte e Schlein in tilt"
Altro che campo largo. Quello che doveva essere il laboratorio dell’alternativa al centrodestra si è trasformato in un vero e proprio campo di battaglia. Le tensioni tra le forze del centrosinistra sono sempre più evidenti e, secondo l’analisi di Francesco Verderami, editorialista del Corriere della Sera, potrebbero esplodere con maggiore forza in autunno.
Intervenendo domenica 23 agosto a 4 di sera, su Rete 4, Verderami ha descritto un’alleanza nella quale la competizione interna sembra ormai prevalere sulla costruzione di una strategia comune. Al centro c’è la corsa alla leadership del cosiddetto campo largo, ma soprattutto ci sono posizioni sempre più divergenti su temi decisivi, dalla politica estera alla partita del Quirinale.
Un primo segnale, secondo Verderami, è arrivato dal comizio congiunto di Napoli, quando Giuseppe Conte intervenne direttamente sulle questioni di politica estera con dichiarazioni che finirono per «far andare di traverso quel comizio agli alleati». Un episodio che ha messo in luce quanto sia fragile l’equilibrio tra le diverse anime dell'opposizione.
Poi è arrivata l’intervista al Fatto Quotidiano, nella quale Conte ha toccato un nervo ancora più scoperto: il Quirinale. Non tanto la futura corsa a Palazzo Chigi, dunque, quanto la partita per la Presidenza della Repubblica. L'ipotesi, lasciata intravedere nelle sue parole, di poter discutere anche di un candidato del centrodestra ha nuovamente provocato fibrillazioni e «mandato di nuovi in tilt» il Partito Democratico. Per Verderami, quella mossa rappresenta «un'operazione di vera e propria pirateria nei confronti degli alleati».
E il passaggio più significativo dell'analisi è proprio questo: non sarebbe un episodio isolato, ma il sintomo di una competizione destinata a intensificarsi. «Siamo soltanto agli inizi», ha sottolineato l’editorialista.
Il problema, quindi, non è soltanto chi guiderà il centrosinistra, ma quale centrosinistra arriverà alla prossima sfida elettorale. Il campo largo appare sempre più come uno spazio nel quale i partiti cercano di condizionarsi a vicenda, rivendicare autonomia e guadagnare posizioni in vista delle partite future. Un equilibrio precario che rischia di saltare definitivamente con la ripresa politica di settembre.
Nell’intervento a 4 di sera, Verderami ha affrontato anche il tema della cultura woke - di cui Conte si è ultimamente pentito - parlando di un «totalitarismo moralisteggiante» che da circa vent’anni, a suo giudizio, condiziona il dibattito politico nazionale e internazionale. Anche su questo fronte, il giornalista individua una contraddizione nella sinistra, che oggi finirebbe per riconoscere alcuni errori dopo averli contestati per anni.