Fuori dal coro

Fuori dal coro: il racconto di Luca Signorelli: "Prima un boato poi sangue ovunque"

Ignazio Riccio

Non riesce ancora a dormire Luca Signorelli e ciò non stupisce. L’altro giorno si trovava a passeggiare tranquillamente nel centro di Modena quando si è ritrovato nel mezzo di quello che lui stesso ha descritto come “scene degne di Beirut, di Gaza, delle guerre più terribili”. Domenica sera il tecnico di automazione industriale - attualmente impegnato in un concorso per diventare insegnante tecnico di laboratorio - è stato ospite di Mario Giordano a “Fuori dal coro”, su Rete 4, dove ha ripercorso quei drammatici momenti con voce ancora segnata dallo choc.

“Adesso sto meglio, mi sto riprendendo”, ha esordito rispondendo alla prima domanda del conduttore, che lo aveva accolto chiedendogli semplicemente come stesse. Sul sonno, però, Signorelli non si è fatto illusioni: “Non si riesce a dormire dopo un'occasione del genere. Come fa a dormire”, ha detto rivolto idealmente a chiunque lo ascoltasse, “dopo aver visto una donna che un minuto, un secondo prima aveva le gambe e dopo non le aveva più?”. Lei si trovava a soli cinque metri da lui.

Tutto è cominciato con un suono inaspettato. Signorelli stava camminando sul marciapiede quando qualcosa lo ha fatto alzare lo sguardo: “Ho sentito prima un boato. Ho alzato gli occhi e ho visto questa Citroën che procedeva verso di me a velocità sostenuta, del tutto fuori luogo per il centro di Modena, che è una zona a trenta chilometri orari”. Quello che si è trovato davanti in pochi istanti lo ha colpito con violenza: “Una scena orribile. Sangue che schizzava da tutte le parti”.

Il primo impulso è stato quello di avvicinarsi alla donna ferita a terra sul marciapiede e tentare di fermare l'emorragia. Ma proprio in quel momento la razionalità ha preso il sopravvento sull'istinto: “Ho pensato: cosa faccio? Non sono medico. Potrei fare dei danni a mettere le mani in una certa situazione senza sapere quello che si fa”. Una consapevolezza che, paradossalmente, gli ha permesso di agire nel modo più utile possibile: si è avvicinato alla donna, le ha detto di restare ferma, “le emorragie si amplificano se ci si muove”, e ha tenuto gli occhi aperti su ciò che accadeva intorno a lui.

È stato proprio in quell'istante, con la coda dell'occhio, che ha visto l'uomo scattare via. “Mi sono voltato e ho indicato alla gente di bloccarlo”, ha raccontato a Giordano, descrivendo anche il momento in cui le telecamere lo hanno ripreso mentre allungava il braccio nella direzione della fuga. “C'era qualcuno avanti a me, una ventina di metri. Ho detto: fermatelo”. Una richiesta che, però, non ha trovato risposta immediata nella folla: “Purtroppo nessuno l'ha fermato”, ha ammesso con evidente rammarico.

A quel punto Signorelli si è trovato davanti a un bivio: restare accanto alla donna ferita o inseguire personalmente l'aggressore, consapevole che avrebbe potuto colpire ancora. “Ho messo avanti, forse sbagliando, la priorità di fermare quest'uomo. Poteva fare altri danni”, ha spiegato, quasi a volersi giustificare con sé stesso prima ancora che con il pubblico. Una scelta difficile, presa in una manciata di secondi, che racconta meglio di qualsiasi analisi il peso di ciò che ha vissuto.

Giordano ha insistito più volte su un aspetto: Signorelli non è un militare, non è un agente delle forze dell'ordine, non ha una formazione specifica per gestire emergenze di quel tipo. È un cittadino qualunque che stava facendo una passeggiata. “Lei in quel momento non era un medico, non era un poliziotto. Ha reagito d'istinto”, gli ha detto il conduttore. “Sì”, ha confermato lui, con quella semplicità che rende la sua testimonianza ancora più potente.

Nelle notti insonni che seguono quei momenti, ha confessato, le immagini tornano con prepotenza. Quelle di una donna con le gambe, e poi senza. Quelle del sangue sul marciapiede di una città che fino a un secondo prima era solo un posto tranquillo dove camminare nel pomeriggio. “Come fa a dormire – ha ripetuto – dopo aver visto una cosa del genere?”. È una domanda retorica. Ma anche l'unica risposta onesta che un uomo come lui poteva dare.