4 di Sera, esplode il caso Garlasco: l'intercettazione inedita di Sempio divide il pubblico

Luca De Lellis

Un soliloquio registrato da una cimice, e il caso Garlasco torna a scuotere l'Italia. Nella puntata odierna di 4 di Sera su Rete 4, Paolo Del Debbio ha aperto il collegamento senza mezzi termini: «C'è un colpo di scena clamoroso, un'intercettazione che potrebbe riscrivere il caso giudiziario. Qui o c'è un errore giudiziario da una parte, con uno che è stato in galera tutti questi anni. O dall'altra, con uno che invece potrebbe essere stato il colpevole e invece sta fuori». Al centro del dibattito, le parole captate nell'aprile 2025 nell'auto di Andrea Sempio, unico indagato per l'omicidio di Chiara Poggi: nell'audio, parlando da solo, avrebbe ammesso di aver visto un video intimo tra Chiara e Alberto Stasi e di aver tentato un approccio telefonico con la ragazza, ricevendo un rifiuto netto.

Gianluigi Nuzzi, conduttore di Quarto Grado ed esperto del caso, ha posto una questione di metodo che ha acceso il dibattito in studio: «Se dobbiamo avere un approccio garantista verso una persona condannata definitivamente, dobbiamo avere lo stesso approccio verso chi è solo indagato per lo stesso omicidio dopo una sentenza definitiva. Altrimenti replichiamo errori che possono aver costato la vita». Poi si è fermato su un dettaglio dell'intercettazione che ha giudicato rilevante: «In quel soliloquio Sempio fa il verso di Chiara Poggi, la imita gracchiando con la voce, gigioneggiando il tutto. Se Sempio è l'assassino e imita Chiara in questo modo, più che un imputato è da TSO».


Stamattina Sempio si è presentato in Procura a Pavia per quattro ore di interrogatorio nelle quali a regnare è stato il silenzio: si è avvalso della facoltà di non rispondere. Contestualmente è stato ascoltato come teste Marco Poggi, fratello della vittima, al quale i pm hanno fatto ascoltare le stesse intercettazioni. Il suo verbale è stato secretato. Alberto Stasi, condannato in via definitiva nel 2015 a 16 anni per l'omicidio, è ancora in carcere. I pm hanno precisato: le indagini non sono ancora chiuse. Il caso più lungo d'Italia non ha ancora detto la sua ultima parola.