Cerca
Edicola digitale
+

Dettori e il nuovo libro: “Imparare a usare i social è una battaglia di civiltà”

Foto: Instagram

Gaetano Mineo
  • a
  • a
  • a

L’Occidente non manca di valori. Manca della volontà di raccontarli. È la tesi di Pietro Francesco Dettori in «Riconquistare menti e cuori- L'Occidente sul campo di battaglia digitale» (Rubbettino), in libreria da oggi. Ex guru della comunicazione del M5S, formatosi alla scuola di Gianroberto Casaleggio, Dettori la pensa così: le autocrazie hanno colonizzato i social prima e meglio delle democrazie, e l’Occidente non ha ancora trovato una risposta efficace. La diagnosi è netta. Russia e Cina usano i social con logica narrativa sistematica. Le democrazie occidentali rispondono sul terreno sbagliato - il fact-checking, la caccia alle fake news - senza produrre una contro-narrazione capace di raggiungere le persone dove oggi si formano le opinioni. «Il campo di battaglia è evidente guardando lo scenario geopolitico - ci dice Dettori - Ma diventa ancora più evidente guardando i feed di Instagram o TikTok». Il termine «propaganda», nel suo lessico, non è una colpa. Dettori lo rivendica richiamando i teorici del Novecento: era lo strumento per incanalare i bisogni della società. Oggi si chiama storytelling. Il concetto è lo stesso. E la differenza tra chi lo usa e chi no si misura in consenso, in movimenti politici, in guerre culturali.

Il banco di prova è il 7 ottobre 2023. Dopo l’attacco di Hamas, sostiene l’esperto in comunicazione, sui social italiani proliferano account con narrazioni dal forte accento antisemita e una retorica del genocidio palestinese che Dettori giudica distorta. Risultato: pubblico «straordinario». I media tradizionali offrono una lettura più equilibrata, ma a platee sempre più ridotte. Il primo contatto con l'informazione - quello che forma l'imprinting - avviene ormai sui social. Il che vuol dire, per Dettori, lasciare quel terreno significa consegnare la formazione dell'opinione pubblica agli avversari.

Il libro non è soltanto un’analisi. È, nelle parole dell’autore, «una proposta di metodo»: iniziare a usare i social media come strumento di affermazione attiva dei valori occidentali, con la stessa sistematicità e la stessa consapevolezza strategica con cui li usano gli avversari. E Dettori non si limita alla teoria. Nel saggio cita Esperia, il progetto editoriale fondato nel 2025 e riconducibile a Dors Media, di cui è amministratore, come tentativo operativo di rispondere concretamente a questa guerra narrativa. Un'operazione che l’esperto di comunicazione conosce bene sul piano pratico. È stato lui, alla corte di Casaleggio, a sperimentare su scala nazionale quella stessa logica applicata alla politica. Ora la posta in gioco, a suo dire, è più alta: non si tratta di vincere un'elezione, ma di tenere in piedi una civiltà.

Dai blog