Tribunale

Quarta Repubblica, parla lo psichiatra dei bimbi del bosco

Il caso della Famiglia nel bosco prosegue con nuovi sviluppi che, soprattutto in questi giorni, continuano a far discutere. Specie dopo la decisione del Tribunale dell'Aquila di allontanare la madre dai figli e di separare i bambini. Se ne parlava ieri 9 marzo a Quarta Repubblica, la trasmissione di approfondimento condotta dal giornalista Nicola Porro su Rete 4, dove ha preso la parola lo psichiatra Tonino Cantelmi che segue i due minori.

"Nessuno si è preoccupato di preparare i bambini a questo distacco. I bambini capiscono la cosa così come possono, se ne accorgono che sta succedendo qualcosa - racconta il dottore - Succede un dramma, una bimba febbricitante avvinghiata da madre, gli altri due in condizioni di stordimento. Nessuno si occupa di questi bambini. Io vedo una freddezza istituzionale impressionante". Poi incalza: "Sapete chi si occupa di questi bambini? Una donna di 81 anni, la nonna, e la zia, che piano piano riescono in qualche modo dopo tutto questo a collocarli in una stanza e consentire a Catherine di uscire. Un'agonia di tre ore".

Lo psicoterapeuta lo definisce un "trauma da sradicamento" e cita una relazione indipendente secondo la quale "per ridurre il disagio di questi bambini, che era già evidente, era necessario riunificare la famiglia". Ma tutto questo "è stato totalmente trascurato" per dare spazio "alle dichiarazioni degli assistenti sociali" che descrivono la madre come "incontrollabile e ostile". Cantelmi conclude: "Ma questo non è ostilità, questo è dolore, è dolore immenso".