ASSURDO

Ilaria Salis butta in politica il femminicidio di Zoe Trinchero: "Razzismo e patriarcato"

Gianni Di Capua

Colpita brutalmente e poi gettata in un corso d'acqua. È morta così Zoe Trinchero, 17enne trovata senza vita nel fiume Bembo poco dopo la mezzanotte di sabato a Nizza Monferrato, nell'Astigiano. Molteplici e tremende le lesioni sul corpo. Per la sua morte è stato fermato un ventenne che ha confessato davanti al Pm ma in primo momento aveva tentato di depistare le indagini che convergevano su di sé. 

Dopo una cena a casa di amici, i due si sarebbero allontanati insieme. Poi gli amici sarebbero stati chiamati dal ragazzo che ha raccontato che lui e Zoe erano stati aggrediti da un ragazzo di colore, che è conosciuto nella cittadina per i suoi problemi psichici. Gli amici dei due giovani sono quindi usciti di casa e hanno ritrovato il corpo Zoe nel rio Nizza. Poco dopo sarebbe arrivato anche il 20enne, fingendosi disperato. Pochi minuti più tardi, circa 30 persone si sono radunate sotto casa del ragazzo di origini africane, che nulla aveva a che fare con il delitto. Sul posto sono intervenuti i carabinieri. Per questo fatto sono in corso accertamenti. A cavalcare politicamente il tentato linciaggio è l'europarlamentare di Avs, Ilaria Salis. 

 

In un post diffuso sui social, la brianzola ex detenuta in Ungheria racconta: "Si chiamava Zoe Trinchero. Aveva appena 17 anni, e tutta la vita davanti. Picchiata e strangolata. Poi gettata in un fosso. Uccisa per un no. Da un uomo, ovviamente. Il reo confesso del femminicidio avrebbe inizialmente cercato di addossare la colpa a un uomo di origine africana con fragilità psichiatriche. Il bersaglio perfetto, in un Paese dove una parte politica e i loro media soffiano quotidianamente sul fuoco del razzismo", osserva Salis. 

 

Il parallelismo tra il depistaggio del reoconfesso e la politica è più che fragile, ma tant'è. Salis continua: "La persona, completamente estranea alla vicenda, ha rischiato il linciaggio. Durante la notte la sua casa è stata stretta d’assedio da una folla di trenta persone, al punto che sono dovuti intervenire i carabinieri per metterlo al sicuro. Una storia veramente di me**a, che ci fa stare male. Frutto avvelenato del patriarcato, del razzismo e della viltà di tanti, troppi uomini. 'Uomini', per così dire, che in un modo o nell’altro devono imparare che cosa vuol dire il rispetto", conclude puntando il dito, incredibilmente,  sul razzismo.