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Musk fonde SpaceX e xAI: nasce il maxi-colosso da 1,25 trilioni

Luigi Frasca

SpaceX di Elon Musk ha acquisito xAI per 250 miliardi di dollari. L’uomo più ricco del mondo ha unito le sue due più grandi imprese private per perseguire l’ambizione di vincere la corsa all’intelligenza artificiale sviluppando data center nello spazio. Fonti a conoscenza della questione rivelano al Financial Times che SpaceX ha basato il prezzo di xAI su un recente round di finanziamenti da 20 miliardi di dollari, valutando la startup a 230 miliardi. L’accordo ha valutato la società risultante dalla fusione a 1,25 trilioni di dollari, dopo che Musk ha aumentato la valutazione privata di SpaceX a 1 trilione considerando, come hanno notato le fonti, l’aumento dei ricavi del suo servizio di banda larga satellitare Starlink. La società missilistica è stata recentemente valutata 800 miliardi di dollari in una vendita secondaria di azioni. Il direttore finanziario di SpaceX, Bret Johnsen, ha dichiarato agli investitori, durante una conference call tenutasi ieri pomeriggio, che le azioni della nuova entità saranno quotate a 527 dollari. Le azioni di xAI saranno convertite in azioni SpaceX a un tasso di cambio di circa sette a uno.

I dirigenti hanno anche confermato che SpaceX punta ancora a un’offerta pubblica iniziale (Ipo) a giugno. Il Financial Times ha precedentemente riportato che Musk starebbe spingendo affinché l’azienda si quotasse in borsa quel mese a causa di un raro allineamento dei pianeti Giove, Venere e Mercurio. Si prevede che l’Ipo raccoglierà fino a 50 miliardi di dollari, il che la renderebbe la più grande quotazione in borsa di tutti i tempi, superando i 29 miliardi raccolti da Saudi Aramco nel 2019. La fusione, che secondo i banchieri potrebbe complicare la tempistica accelerata dell’offerta pubblica, rientra nella visione di Musk di sviluppare “un sole senziente per comprendere l’Universo ed estendere la luce della coscienza fino alle stelle!”, ha affermato in una dichiarazione. xAI e i suoi rivali, tra cui OpenAI di Sam Altman e Meta di Mark Zuckerberg, hanno trascorso gli ultimi due anni a sviluppare i costosi data center e i chip necessari per addestrare e alimentare i loro modelli di intelligenza artificiale. Ieri Musk ha affermato che i “centri dati orbitali” saranno essenziali per il futuro della tecnologia, sostenendo che “la domanda globale di elettricità per l’IA semplicemente non può essere soddisfatta con soluzioni terrestri”.

La prevista Ipo di SpaceX consentirebbe all’azienda di finanziare il lancio di grandi satelliti per realizzare le ambizioni di Musk di centri dati di intelligenza artificiale in orbita. La notizia della fusione di SpaceX e xAI fa parte di un più ampio processo di consolidamento delle diverse ali dell’impero di Musk sotto un unico ombrello aziendale. Lo scorso marzo, xAI si è fusa con la piattaforma social media X di Musk: l’acquisizione ha valutato il gruppo complessivo a 113 miliardi di dollari, con un prezzo di xAI di 80 miliardi e X di 33 miliardi. Questa unione ha permesso alle aziende di integrarsi più strettamente, con xAI che addestra i suoi modelli sui dati di X, mentre il chatbot Grok di xAI è stato aggiunto ai feed social della piattaforma. Musk ha acquistato X, precedentemente nota come Twitter, per 44 miliardi di dollari nell’ottobre 2022. xAI non ha risposto immediatamente alla richiesta di commento. Musk gestisce anche Tesla, Neuralink e The Boring Co. La scorsa settimana Tesla ha annunciato di aver investito 2 miliardi di dollari in xAI, mentre Musk ha ribadito che in futuro SpaceX potrebbe arrivare a far atterrare grandi carichi sulla Luna per sfruttarne le risorse e produrre satelliti direttamente nello spazio.