giovani e periferie
È sempre Cartabianca, il maranza Brandon: "Dovete capirci". Come gli risponde Donzelli
Un giovane che si definisce “maranza” e un deputato di Fratelli d’Italia a confronto in diretta tv. È successo ieri sera a “Cartabianca”, in una puntata che ha acceso il dibattito su gioventù, periferie e integrazione. Brandon ha raccontato la sua esperienza. “Siamo ragazzi di strada, non dovete attaccarci ma capirci. Viviamo in un certo modo, ci vestiamo in un certo modo, ci comportiamo in un certo modo. La base di uno Stato è anche capire la sua gioventù”, ha dichiarato. Il giovane ha denunciato controlli della polizia percepiti come discriminatori e ha sottolineato la difficoltà di farsi comprendere dalla società: “Pochissima gente mi capisce. Mi fermano senza motivo, solo perché cammino vestito in un certo modo”.
Dal canto suo, Donzelli ha contestualizzato il fenomeno all’interno di problematiche più ampie. “Quello che non ha funzionato è stata l’illusione di una società multiculturale in cui si poteva far venire tutti e sistemarli nelle periferie senza regole. Abbiamo già visto, anche prima in Francia, che questo modello non funziona”, ha detto. Il deputato ha riconosciuto che non tutti i giovani di strada risultano essere un problema, ma ha precisato come alcuni comportamenti antisociali – violenza, furti e uso di coltelli – rappresentino una reale minaccia per le comunità locali.
“Brandon non rientra in questo quadro – ha aggiunto Donzelli – ma bisogna distinguere tra chi rispetta la legge e chi invece mette a rischio la sicurezza. È una distinzione fondamentale per capire i problemi reali delle periferie italiane”.
Il dibattito ha messo in evidenza due prospettive: da un lato la richiesta di comprensione dei ragazzi cresciuti in contesti difficili, dall’altro la necessità di sicurezza e di regole chiare. Brandon ha insistito sull’importanza di non essere etichettato: “La gente trova più semplice chiamarmi maranza senza conoscermi davvero, anche la polizia a volte”. Tuttavia, il confronto ha mostrato come la politica e la società debbano fare i conti con fenomeni complessi, che richiedono equilibrio tra inclusione e tutela della legalità.
La puntata ha già acceso i social: migliaia di commenti divisi tra chi sostiene la necessità di maggiore comprensione e chi ribadisce l’urgenza di controlli e integrazione efficace. In un Paese dove il tema della sicurezza nelle periferie e dell’integrazione dei giovani è centrale, il confronto tra Brandon e Donzelli ha offerto una fotografia chiara della sfida italiana: tra diritti, regole e responsabilità.
In chiusura, Donzelli ha ribadito la necessità di distinguere tra chi è disposto a rispettare le regole e chi mette a rischio la convivenza: un monito sottile ma importante in un dibattito che resta aperto e complesso.